Cronaca

Alunni disabili abbandonati? Coordinatore docenti: "Non si è mai lamentato nessuno"

Gaetano Mineo prima difende i colleghi e la preside imputati, poi corregge il tiro: "In ogni caso doveva essere la dirigente a raccogliere le segnalazioni". Istruttoria conclusa, fra una settimana la sentenza

Il tribunale di Agrigento

"Gli studenti non venivano mai lasciati soli, erano seguiti e non ho mai ricevuto lamentele o segnalazioni da parte di nessuno": l'insegnante Gaetano Mineo, coordinatore dei docenti di sostegno dell'istituto difende i colleghi e la preside imputati. 

Il processo, ormai alle battute conclusive davanti al giudice monocratico Antonio Genna, è quello a carico di una preside e di tre insegnanti di sostegno rinviati a giudizio con l'accusa - qualificata come maltrattamenti - di avere abbandonato tre studenti disabili senza impartire loro alcuna attività didattica. Si tratta di Laura Carmen Sanfilippo, 53 anni, dirigente dell’istituto “Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro e gli insegnanti di sostegno Vincenzo Fontana, 61 anni; Giuseppina Clementi, 55 anni e Lillo Quinto Marino, 60 anni.

Mineo, citato dall'avvocato Santo Lucia, che compone il collegio di difesa insieme ai colleghi Daniela Posante e Francesco Scopelliti, ha precisato di essere in servizio nell'istituto, in qualità di docente di sostegno, da una quindicina di anni e di avere l'incarico, da 7 anni, di coordinamento dei colleghi che operano nello stesso ambito. "Gli studenti non venivano mai lasciati soli, nei buchi orari in cui non c'erano gli insegnanti c'era l'assistente che se ne prendeva cura". 

Mineo ha precisato che "nessuno dei genitori si è mai lamentato con me dello stato di abbandono dei propri figli". Qualche scintilla quando l'avvocato di parte civile Luigi Troja interroga il teste e sottolinea che "è un racconto già preparato". L'insegnante corregge un pò il tiro e spiega che "in ogni caso eventuali lamentele dovevano essere indirizzate alla preside".

Altre polemiche sulle modalità di uso dei computer. Questo perchè, secondo l'ipotesi accusatoria iniziale, i tre studenti disabili venivano "piazzati" davanti ai pc a giocare anzichè essere coinvolti nell'attività didattica. Il docente, che ha raccontato di alcuni episodi di violenza commessi da uno dei disabili ospiti della scuola, che avrebbe preso a pugni il personale, ha detto che "erano gli stessi ragazzini a chiederlo perchè avevano interesse ad approcciarsi alle materie attraverso gli strumenti informatici".

Il giudice ha chiuso l'istruttoria e ha rinviato al 13 maggio per la requisitoria del pubblico ministero Roberto Gambina, le arringhe difensive e la sentenza. 

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