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Il tribunale di Agrigento

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Studenti disabili abbandonati a scuola? Il neuropsichiatra: "Nessun disagio per la solitudine"

Il medico ha spiegato che "l'apprendimento sarebbe stato molto difficile per via del quoziente intellettivo". All'esplicita domanda del giudice, la risposta perentoria: "Nessuna sofferenza dall'eventuale isolamento dai compagni"

"Non so se sono stati isolati rispetto agli altri alunni ma la circostanza non avrebbe comunque comportato alcun disagio di natura psicologica nè una sofferenza". Il neuropsichiatra infantile Gioacchino Volpe, che collaborava con l'istituto, dopo una serie di domande, risponde in maniera secca al giudice Antonio Genna.

"Scusi, stiamo procedendo per maltrattamenti. Ci sa dire se l'eventuale abbandono degli studenti, in base alle loro patologie psichiche, avrebbe provocato disagio o sofferenza?". La risposta del medico è chiara: "No, no".

Il processo è quello a carico di una preside e di tre insegnanti di sostegno rinviati a giudizio con l'accusa - qualificata come maltrattamenti - di avere abbandonato tre studenti disabili senza impartire loro alcuna attività didattica. Si tratta di Laura Carmen Sanfilippo, 53 anni, dirigente dell’istituto “Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro e gli insegnanti di sostegno Vincenzo Fontana, 61 anni; Giuseppina Clementi, 55 anni e Lillo Quinto Marino, 60 anni.

Gli studenti, secondo l'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura, sarebbero stati isolati rispetto agli altri compagni, fatti dormire su un materassino o appartati nella sala informatica davanti ai videogames. 

Il neuropsichiatra, che collaborava con l'istituto e aveva in cura i ragazzini, rispondendo al pubblico ministero Roberto Gambina, ha precisato che "l'eventuale isolamento rispetto ai compagni non avrebbe comportato disagi o sofferenza". Volpe, in ogni caso, ha definito "certamente utile la presenza, in classe, con i compagni ai fini dell'apprendimento. Il quoziente intellettivo - ha aggiunto - non garantiva l'apprendimento".  

Prima di Volpe si è chiusa l'audizione della madre di uno dei tre ragazzini, chiamata a spiegare come mai - nonostante l'accusa mossa agli insegnanti di avere abbandonato il proprio figlio - si era adoperata affinchè restasse in quella scuola anche per l'anno successivo rispetto ai fatti al centro della vicenda, ovvero del 2018. 

"Avevo avuto rassicurazioni dalla preside - ha detto la donna rispondendo all'avvocato di parte civile Luigi Troja - che gli insegnanti sarebbero stati sostituiti".

L'istruttoria dibattimentale è ormai agli sgoccioli. Il giudice ha fissato un'unica udienza per il 6 maggio per sentire i testi delle parti civili, della difesa degli imputati (gli avvocati Daniela Posante, Santo Lucia e Francesco Scopelliti) e le discussioni finali. 

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