Crollo di palazzina abusiva con operaio in nero morto sotto le macerie, condannato direttore dei lavori

I giudici della Corte di appello hanno inflitto un anno di reclusione all'ingegnere Vincenzo Marchese Ragona, la sentenza era stata annullata dalla Cassazione

La palazzina crollata nel 2006

I giudici della Corte di appello di Palermo hanno condannato a un anno di reclusione l'ingegnere Vincenzo Marchese Ragona, imputato nell'ambito dell'inchiesta relativa al crollo dell’edifico di Torre di Gaffe, fra Palma e Licata, in provincia di Agrigento, dove il 23 settembre del 2006 perse la vita l’operaio romeno di 32 anni Mircea Spiridon che stava lavorando in nero. Il collegio presieduto da Massimo Corleo ha confermato la sentenza di primo grado che la Cassazione aveva annullato con rinvio. Marchese Ragona, che rivestiva l'incarico di direttore dei lavori, è stato riconosciuto colpevole del reato di crollo colposo.

L’imprenditore palmese Antonio Di Vincenzo, titolare dell’impresa che stava ristrutturando l’immobile, era stato già condannato definitivamente a 2 anni e 3 mesi di reclusione per le accuse di crollo e omicidio colposo mentre per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e il falso era stato disposto il non doversi procedere per prescrizione. L’operaio rumeno, sposato e padre di tre figli, che lavorava in nero nello stabile senza alcuna misura di sicurezza, dopo essere stato individuato dai soccorritori, restò incastrato sotto le macerie dell’immobile, realizzato abusivamente negli anni Settanta e solo in parte sanato, la cui ristrutturazione sarebbe stata eseguita in maniera scriteriata dal punto di vista strutturale tanto da provocarne il crollo.

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I cani della Protezione civile lo trovarono ancora vivo ma era bloccato sotto una parete di cemento armato ed alcuni rottami di un'auto. Per liberarlo, i medici hanno dovuto amputargli entrambi i piedi ma morì lo stesso per l'emorragia. L'imputato, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica ed Enrico Quattrocchi, dovrà risarcire anche i familiari dell'operaio che si sono costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Calogero Meli. 

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