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Da sinistra Enrico Rallo e Salvatore Azzarello

Da sinistra Enrico Rallo e Salvatore Azzarello

"Indizi carenti, non è stato lui a vendicare l'omicidio dell'amico": l'inchiesta sulla faida di Palma al riesame

La difesa di Roberto Onolfo, accusato di avere ucciso un parente della moglie, chiede ai giudici di annullare l'ordinanza cautelare in carcere

"Le intercettazioni e gli altri indizi che lo tirano in ballo sono incerti e inconsistenti, non è stato lui a vendicare l'omicidio di Enrico Rallo". La difesa del ventisettenne Roberto Onolfo, finito in carcere con l'accusa di avere ucciso Salvatore Azzarello, come rappresaglia per il delitto dell'amico nonchè parente della moglie, chiede al riesame di annullare l'ordinanza cautelare in carcere.

Gli avvocati Antonino Gaziano e Giuseppe Vinciguerra, questa mattina, al tribunale della libertà di Palermo, hanno chiesto ai giudici di rimetterlo in libertà in quanto "non ci sono prove del suo coinvolgimento". L'ordinanza cautelare, che ha disposto cinque arresti, fra carcere e domiciliari, è stata firmata dal gip Stefano Zammuto su richiesta del pm Alessandra Russo, presente in udienza per replicare alle conclusioni della difesa. L'operazione, eseguita da carabinieri e squadra mobile, è scattata il 21 luglio.

L'inchiesta ha fatto luce su una vera e propria faida che, fra il 2015 e il 2017, ha provocato due omicidi. Ad innescare la violenza sarebbe stato il furto di alcuni attrezzi agricoli. Teatro della vicenda è Palma dove il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 vengono messi a segno due agguati. Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar dove aveva preso un appuntamento con una persona per vendere un camion che, in realtà, si rivelò un tranello.

Ad ucciderlo, secondo la Procura, sarebbero stati Angelo Castronovo, 63 anni e Salvatore Azzarello, 37 anni. Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di uccidere Salvatore Azzarello: Giuseppe Rallo, 27 anni; Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo, 27 anni e Angelo Castronovo, 63 anni.

Il gip ritiene, invece, che i gravi indizi sussistano solo a carico di Ignazio Rallo e Roberto Onolfo, finiti in carcere insieme a Castronovo (quest’ultimo accusato di entrambi gli omicidi, ma il gip ha ritenuto carente il quadro indiziario per entrambi gli episodi). Per Castronovo, infatti, è stata disposta la custodia in carcere per un giro di armi. Nei confronti di Pino Azzarello, 39 anni, sono stati decisi gli arresti domiciliari per quattro ipotesi di detenzione illegale di armi. Arresti domiciliari pure per Carmelo Pace, 58 anni, accusato di avere occultato l’arma che ha ucciso Rallo. Obbligo di dimora per Giuseppe Azzarello, 22 anni; Giacomo Alotto, 61 anni; Gaetano Gioacchino Burgio, 48 anni e Giuseppe Giganti, 43 anni, coinvolti anche loro in un giro di armi. 

Mercoledì, invece, sarà discussa la posizione di Ignazio Rallo - fratello di Enrico che, insieme, fra gli altri allo stesso Onolfo avrebbe vendicato il delitto -. L'udienza era in programma oggi ma è stata rinviata per un'omessa notifica all'avvocato Maria Licata che difende l'indagato insieme ai colleghi Giovanni Castronovo e Chiara Proietto.

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