Imprese fantasma per le previdenze? Testi smentiscono: "Avevamo regolari rapporti commerciali"

Le aziende agricole, secondo l'accusa, sarebbero state create al solo scopo di incassare le indennità di disoccupazione: versione, però, smentita in aula da un negoziante e due acquirenti

Foto archivio

Un commerciante - Paolo Iacopinelli - racconta in aula che vendeva i fitofarmaci ai titolari delle società. Altri due - Giuseppe Crapanzano e Vito Amato - hanno detto che acquistavano regolarmente i prodotti agricoli da quelle ditte. 

I tre testi della difesa, citati dagli avvocati Francesco Scopelliti e Giuseppe Cacciatore, in pratica smentiscono l'ipotesi accusatoria secondo cui le aziende agricole sarebbero state "fantasma", del tutto inesistenti e create solo per lucrare di varie previdenze. Il processo è in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara. 

La presunta organizzazione, sostiene l’accusa, “fabbricava” aziende che operavano nel settore agricolo. Sulla carta risultavano decine di assunzioni di braccianti che in realtà servivano solo, una volta terminati i rapporti di lavoro “fantasma”, a incassare i soldi dell’indennità di disoccupazione ma non solo: i falsi posti di lavoro servivano pure per incassare i contributi pensionistici e persino le indennità per malattie.

L’indagine della Guardia di Finanza che ha passato al setaccio l’attività, in realtà ritenuta inesistente, di alcune società ha portato al rinvio a giudizio di 63 imputati, quasi tutti di Palma. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2010 e il 2013. Sono in particolare due – la “Angelina” e la “Verona” – le società fantasma che sarebbero state messe in piedi. I presunti componenti dell’organizzazione (il vincolo associativo, comunque, non è contestato a tutti) avrebbero poi pure creato delle aziende agricole individuali per la fittizia assunzione dei braccianti agricoli. 

I tre testi della difesa, al contrario, hanno raccontato dell'esistenza di vari rapporti commerciali che avrebbero attestato l'effettiva operatività delle aziende.

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