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Sabato, 15 Giugno 2024
Corte di appello / Palma di Montechiaro

Ristoratore costretto a chiudere l'attività a causa di una frana: maxi condanna per il Comune

L'ente dovrà pagare 160mila euro per avere provocato lo smottamento con la mancata manutenzione dei canali di scolo

La Corte di appello di Palermo ha condannato il Comune di Palma di Montechiaro a risarcire un ex ristoratore riconoscendogli una somma complessiva di 160.000 euro. I fatti risalgono al mese di aprile del 2009 quando si verificò una frana in contrada Facciomare-Ciotta, dovuta alle abbondanti piogge che si verificarono quell'anno e che danneggiarono l'immobile di proprietà dell'imprenditore nel quale svolgeva l'attività.

A seguito della frana, inoltre, il sindaco di allora, Rosario Gallo, emise una ordinanza di sgombero di tutta l'area. Dopo alcuni anni di tentativi di risoluzione bonaria della vicenda, nel 2013, il commerciante ha citato il Comune con il suo legale Giuseppe Aiello chiedendo il risarcimento dei danni. A seguito della causa civile, il tribunale di Agrigento ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, il quale ha accertato che lo smottamento è stato provocato "dalla mancata e inesistente manutenzione dei canali di scolo che hanno il compito di raccogliere le acque piovane e scaricarle a valle".

Lo stesso ha sostenuto che se i lavori di manutenzione fossero stati effettuati lo smottamento non si si sarebbe verificato. Il tribunale, quindi, aveva condannato il Comune ad un risarcimento di 145.000 euro oltre alle spese legali. 

Verdetto che è stato confermato dalla Corte di appello.

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