Falso verbale per salvare maresciallo, a rischio l'uso delle intercettazioni

Le registrazioni, captate casualmente in un altro procedimento, erano state ammesse ma un pronunciamento delle sezioni unite della Cassazione mette in dubbio la questione

L'utilizzo delle intercettazioni torna in discussione. Secondo il gup Francesco Provenzano, che aveva emesso una specifica ordinanza, non c'erano problemi formali legati all’uso del contenuto della prima conversazione, captata casualmente, anche se era stata disposta nell’ambito di un altro procedimento. La questione, però, torna in discussione alla luce della sentenza delle sezioni unite della Cassazione le cui motivazioni devono essere ancora depositate.

Il procedimento, quindi, resta congelato almeno fino al 20 febbraio, giorno in cui è stato aggiornato. Due poliziotti, il padre di un giovane automobilista coinvolto in un incidente stradale e il luogotenente dei carabinieri Luigi Marletta, ex comandante della stazione di Palma, rischiano il processo. I difensori (gli avvocati Santo Lucia, Francesco Scopelliti, Antonino Catania, Alfonso Neri e Salvatore Pennica), si erano opposti all'uso delle intercettazioni "casuali" e il giudice le aveva ammesse. Adesso la questione, del tutto decisiva, torna in discussione.

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L’accusa mossa dal pm Elenia Manno è quella di avere redatto un falso verbale per occultare la circostanza che il sottufficiale dell’Arma, che aveva avuto un incidente stradale, andava in giro con un ciclomotore senza revisione e assicurazione. Il rinvio a giudizio è stato chiesto per il carabiniere, per i poliziotti del commissariato Gaetano Scarpello, 37 anni e Alessio Guzzo, 35 anni, e per Angelo Romano, 47 anni. Le accuse contestate sono di omissione in atti di ufficio e, per i soli poliziotti, di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico. La vicenda risale al 19 ottobre del 2017. La vicenda fu scoperta perché Marletta avrebbe parlato al telefono con Romano che era intercettato nell'ambito di un altro procedimento che sembrerebbe essere quello sui presunti brogli nel rilascio delle pratiche di sanatoria edilizia all'Ufficio tecnico di Palma. 

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