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Verbale falsificato per salvare maresciallo? Assolti poliziotti, carabiniere e automobilista

Il verdetto arriva dopo che la Cassazione ha posto un freno all'uso delle intercettazioni. Il pm: "Non potendole usare, vanno scagionati". La difesa: "Sentenza che restituisce la giusta verità"

Assoluzione perchè il fatto non sussiste: il giudice dell'udienza preliminare Francesco Provenzano, al termine del processo, celebrato con rito abbreviato, ha scagionato il luogotenente dei carabinieri Luigi Marletta, ex comandante della stazione di Palma; i poliziotti del commissariato Gaetano Scarpello, 37 anni e Alessio Guzzo, 35 anni, e l'automobilista Angelo Romano, 47 anni.

I quattro erano accusati di avere falsificato un verbale che sarebbe servito per occultare la circostanza che il sottufficiale, che aveva avuto un incidente stradale nel quale era coinvolto pure il figlio di Romano, andava in giro con un ciclomotore senza revisione e assicurazione. All'assoluzione si è arrivati a conclusione di una complessa udienza preliminare durante la quale il giudice aveva emesso un'ordinanza con cui disponeva l'inutilizzabilità di tutte le intercettazioni. Questo perchè la Cassazione, di recente, ha posto un freno all'utilizzo di quelle che sono state disposte in altri procedimenti.

La vicenda, che risale al 19 ottobre del 2017, fu scoperta proprio perché Marletta avrebbe parlato al telefono con Romano che era intercettato nell'ambito di un altro procedimento: conversazione che non è stata usata usata come per le altre disposte in seguito. 

"Se fossero utilizzabili - ha detto il pubblico ministero Elenia Manno durante la requisitoria - non si potrebbe che chiedere la condanna ma alla luce dell'inutilizzabilità, gli imputati vanno assolti". 

"La sentenza - hanno commentato, invece, gli avvocati Antonino Catania e Francesco Scopelliti che componevano il collegio di difesa insieme ai colleghi Santo Lucia, Alfonso Neri e Salvatore Pennica - restituisce la giusta verità dei fatti, confermando la correttezza dell'operato degli agenti intervenuti, e segna la fine di un processo che, ad avviso della difesa, non doveva neppure cominciare, data l'evidente inconsistenza degli elementi raccolti dalla polizia giudiziaria". 

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