Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Palma di Montechiaro

Finto museo antropologico per truffare quasi mezzo milione alla Regione? Sei assoluzioni

La Procura, che aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi ciascuno, ipotizzava un raggiro con una cooperativa "fantasma" che aveva come finalità quella di ottenere sussidi pubblici

Assoluzione perchè il fatto non sussiste. Con questo verdetto il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Iacopo Mazzullo, ha scagionato sei imputati dall'accusa di falso e truffa. 

Si tratta di: Calogero Alotto, 47 anni; Silvia Alotto, 48 anni; Filomena Amico, 69 anni; Rosaria Condello, 46 anni; Valeria Mangiavillano, 46 anni e Paolo Vicari, 52 anni, tutti di Palma.

L'ipotesi della Procura, in particolare, era quella che gli imputati avevano messo in piedi una cooperativa fantasma con finti dipendenti che, attraverso la fittizia realizzazione di un progetto, consistente nella realizzazione di un museo antropologico relativo alla produzione dell'olio di oliva, avrebbe ottenuto, dal 2000 al 2014, consistenti sussidi pubblici dall'Inps e dalla Regione quantificati in circa 485mila euro.

Agli imputati si contestava di avere creato la società fittizia Fid.Agri. attraverso la quale erano stati inseriti come soci lavoratori e avevano portato avanti un progetto inesistente che avrebbe dovuto consistere nell'allestimento di una mostra sull'olio d'oliva, attraverso foto e reperti, che valorizzasse la cultura contadina. 

L'indagine fu avviata nel 2014 e ha portato, quattro anni dopo, al rinvio a giudizio. Il pm, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi ciascuno. La difesa, affidata all'avvocato Francesco Scopelliti, ha dimostrato con prove testimoniali ed una corposa produzione documentale l’esistenza e l'effettiva operatività della cooperativa e dei suoi lavoratori. 

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