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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Palma di Montechiaro

Falso alibi a carabiniere rapinatore, la difesa: "Hanno raccontato la verità"

L'avvocato Santo Lucia: "La loro versione dei fatti è stata riscontrata negli atti del processo"

“Non hanno fornito alcun falso alibi, hanno raccontato la verità e la loro versione è stata perfettamente riscontrata da tutti gli atti giudiziari”. L’avvocato Santo Lucia, difensore dei tre imputati, ai quali si contesta di avere testimoniato il falso per proteggere un carabiniere imputato di una rapina nella quale ci scappò pure una fucilata, replica al pm Paola Vetro che all’udienza precedente aveva chiesto la condanna di tutti.

Il magistrato della Procura aveva chiesto 2 anni e 4 mesi per l’ex carabiniere Giuseppe Federico, 48 anni, di Licata, in congedo dall’Arma e candidato alle ultime elezioni regionali; 2 anni e 10 mesi, invece, per i fratelli Calogero e Francesco Burgio, 40 e 31 anni, di Palma. Gli imputati sono accusati di avere fornito un falso alibi al carabiniere di origini calabresi Andrea Mirarchi tuttora imputato, dopo l’assoluzione in primo grado, di avere messo a segno una rapina in un’abitazione insieme agli stessi Burgio: i palmesi, che patteggiarono, dissero che l’auto del carabiniere era stata data loro in prestito e all'interno vi era il suo cellulare giustificando così la circostanza che la cella era stata agganciata nel luogo della rapina e la vettura era stata vista là. Federico, implicitamente, avrebbe confermato la circostanza aggiungendo dei particolari. 

Il 10 aprile si torna in aula e il giudice Stefano Zammuto, davanti al quale si celebra il processo con rito abbreviato, emetterà la sentenza. 

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