La faida di Palma con due omicidi per un furto, ultime udienze al riesame: difesa chiede scarcerazioni

L'inchiesta, per le posizioni principali, ha retto al vaglio del tribunale della libertà chiamato a decidere sulle altre posizioni

Da sinistra Enrico Rallo e Salvatore Azzarello

"Le intercettazioni non provano nulla perchè sono criptiche e incerte, in ogni caso a quattro anni di distanza dai fatti non possono più ritenersi attuali le esigenze cautelari". L'inchiesta per la faida di Palma di Montechiaro, con due omicidi messi a segno come conseguenza di una scia di sangue innescata per il furto di alcuni attrezzi agricoli, per quanto riguarda le accuse principali ha già retto al vaglio del riesame. Ieri mattina, in ogni caso, si sono celebrate le ultime due udienze per le posizioni più marginali. 

L'avvocato Santo Lucia, in particolare, ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza cautelare che impone l'obbigo di dimora nei confronti di Giacomo Alotto, 61 anni e Giuseppe Giganti, 43 anni, accusati di avere fatto parte di un vasto traffico di armi, venuto alla luce grazie alle intercettazioni disposte nell'ambito dell'indagine per i due omicidi. Il difensore ha chiesto di annullare i provvedimenti sia sotto il profilo della mancanza dei gravi indizi di colpevolezza che su quello delle esigenze cautelari.

L'operazione, eseguita da carabinieri e squadra mobile, è scattata il 21 luglio. L'inchiesta ha fatto luce su una vera e propria faida che, fra il 2015 e il 2017, ha provocato due omicidi. Ad innescare la violenza sarebbe stato il furto di alcuni attrezzi agricoli. Teatro della vicenda è Palma dove il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 vengono messi a segno due agguati. Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar. Ad ucciderlo, secondo la Procura, sarebbero stati Angelo Castronovo, 63 anni e Salvatore Azzarello, 37 anni.

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Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di uccidere Salvatore Azzarello: Giuseppe Rallo, 27 anni; Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo, 27 anni e lo stesso Castronovo. Il gip ritiene, invece, che i gravi indizi sussistano solo a carico di Ignazio Rallo e Roberto Onolfo, finiti in carcere insieme a Castronovo (quest’ultimo accusato di entrambi gli omicidi, ma il gip ha ritenuto carente il quadro indiziario per entrambi gli episodi). La sua posizione non è stata impugnata al riesame. Il riesame ha confermato il quadro accusatorio contenuto nell'ordinanza, emessa dal gip Stefano Zammuto su richiesta del pm Alessandra Russo. Nelle prossime ore si deciderà per le ultime due posizioni che sono state trattate dopo per la sosta feriale. 

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