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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Palma di Montechiaro

Notte da far west con due tentati omicidi dopo lite al bar, chiesti 8 rinvii a giudizio

La vittima del primo agguato, anzichè denunciare, si armò e tentò di vendicarsi: un cugino restò ferito mentre cercava di disarmarlo: amici e familiari avrebbero poi tentato di sviare le indagini della polizia

Un litigio al bar, la colluttazione e l'inseguimento con sparatoria che, solo per caso, non provoca un morto. La vittima, anzichè denunciare, si arma e tenta di vendicare l'agguato, un cugino cerca di fermarlo e viene colpito da un colpo di pistola. Poi vittima, amici e familiari tentano di sviare i poliziotti.

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto, adesso, il rinvio a giudizio per otto palmesi protagonisti della notte da far west del 12 giugno del 2018 e dei successivi giorni in cui sarebbero state sviate le indagini. Si tratta di Francesco Gueli, 45 anni; Giuseppe Incardona, 65 anni; Gianmarco Onolfo, 30 anni; Leandro Onolfo, 28 anni; Calogero Onolfo, 60 anni; Elisa Immacolata Conti, 25 anni; Gioacchino Ingiaimo, 50 anni e Alessandro Gueli, 36 anni.

Tutto sarebbe partito da una lite avvenuta al bar con Francesco Gueli che avrebbe colpito in pubblico, con uno schiaffo, Incardona. Quest'ultimo prende la sua Mercedes e insegue Gueli a bordo di una Panda sparandogli addosso almeno dieci colpi di pistola, uno dei quali si ferma sullo schienale. Gueli, anzichè denunciare Incardona, occulta la macchina e si consulta con i familiari per organizzare la vendetta.

Poi incontra per strada un conoscente, intercettato per altre vicende, che ha il gps e le microspie piazzate nell’auto. La squadra mobile ascolta in diretta il racconto di Gueli che dice che Incardona gli aveva sparato addosso e vuole vendicarsi.

Poi l’incontro con altri familiari. Il cugino Leandro Onolfo forse cerca di disarmarlo ma la pistola viene azionata e un proiettile lo colpisce sul costato: l'uomo si salverà dopo l'asportazione di milza e rene. L'arma sarebbe stata poi occultata da Alessandro Gueli, mentre gli altri cinque indagati sono accusati di favoreggiamento perchè avrebbero mentito ai poliziotti per cercare di evitare l'arresto di Francesco Gueli. 

L'udienza preliminare, davanti al giudice Micaela Raimondo, è stata aggiornata al 20 aprile per una mancata notifica. I difensori (gli avvocati Giuseppe Vinciguerra, Francesco Scopelliti, Antonino Gaziano e Santo Lucia) potranno chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento.

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