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Domenica, 4 Giugno 2023
Dopo la diffida della Questura / Palma di Montechiaro

Madonna del Castello e sfilata dei cavalli vietata, infuria la polemica sui social: è un "tutti contro tutti" a Palma di Montechiaro

Inevitabili i riverberi sul fronte politico, il Pd: "Sconvolti di fronte ad una mera mancanza di programmazione dell'evento ed incapacità nel rispettare le prescrizioni dovute. Porteremo la discussione in consiglio comunale per chiedere chiarezza"

Spira vento di polemica su Palma di Montechiaro. Nel giorno della processione della Madonna del Castello che, questo pomeriggio, non sarà accompagnata dalla tradizionale sfilata dei cavalli, non è un "tutti contro tutti", ma poco ci manca. Le posizioni, inevitabilmente, sono diverse. C'è chi "difende" - semmai ce ne fosse bisogno visto che non è stato fatto altro che far rispettare prescrizioni e regole - la Questura e chi, invece, contesta il provvedimento perché la sfilata di cavalli "si è svolta sempre senza creare pericoli per la collettività".

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I fedeli, seppur dicendosi rammaricati per i cavalieri e la sfilata, hanno un'unica voce: "Aspetteremo con gioia e amore la nostra Madonnina". Altri, sempre sui social, si dicono "curiosi di vedere se la sfilata di Casteltermini per la festa del Tataratà si svolgerà regolarmente".

E' vero, inevitabile, che ognuno guarda ai fatti di "casa propria", ma già lo scorso anno, durante la Sagra del Tatararà, una trentina dei 340 cavalli previsti vennero allontanati perché non rispettavano le norme. Già nel 2019, inoltre, a causa di rischi per l'ordine e la sicurezza pubblica (e le valutazioni vengono fatte da Questura e Prefettura), la Sagra del Tataratà venne bloccata dalla Questura. Ci fu, in Prefettura, un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e venne deciso il differimento della Sagra del Tataratà ad un'altra data

Polemiche agguerritissime lo scorso luglio a Racalmuto, in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Monte dove non è stata consentita, in mezzo alla bolgia, la tradizionale presa del "Cilio dei burgisi"

Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, ha invitato tutti i concittadini, con un video messaggio postato sui social, a rispettare l'ordinanza della Questura. Ma quanto è accaduto nella città del Gattopardo non potrà non avere anche riverberi in campo politico. Il Pd cittadino, con una nota stampa, ha già detto: "Basta fumo negli occhi". "Rimaniamo sconvolti di fronte alle parole del sindaco Castellino in merito all'annullamento della sfilata dei cavalli per la processione della Madonna del Castello. Di fronte ad una mera mancanza di programmazione dell'evento ed incapacità nel rispettare le prescrizioni dovute, il primo cittadino utilizza lo scarica barile per addossare la colpe ad altri - hanno scritto dal partito Democratico di Palma - . Porteremo la discussione in consiglio comunale per chiedere chiarezza nelle sedi opportune. Sarebbe l'ora di comprendere che programmare gli eventi con le dovute accortezze e competenze sia un dovere e non un optional e che, piuttosto, bisognerebbe concentrarsi un po' meno sulla futile propaganda".

I passaggi burocratici 

Venerdì scorso, la Questura di Agrigento ha intimato al sindaco di Palma di Montechiaro di "non effettuare la sfilata dei cavalli, "non sussistendo adeguate garanzie a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica". E lo ha fatto prendendo atto "che la documentazione necessaria allo svolgimento dell'evento - è stato scritto nel provvedimento - non era stata presentata nel termine perentorio di 15 giorni dalla data prevista dell'evento (oggi ndr.)", che non risultasse "presentata un'ordinanza dirigenziale che prevedeva e autorizzava la sfilata" e che da accertamenti sugli "elenchi dei cavalieri e dei proprietari dei cavalli, presentati giovedì 13 alla Questura, risultava - è stato sempre scritto nella diffida - la partecipazione di persone con numerosi e rilevanti precedenti penali, tra i quali reati contro la persona e reati inerenti la criminalità di tipo mafioso". L'indomani, ossia giorno 15, cioè ieri, il primo cittadino, chiedendo la revoca della diffida, ha evidenziato che "già nel mese di febbraio si sono avuti i primi incontri in commissariato e la delibera di Giunta di approvazione della manifestazione è stata trasmessa lo scorso 3 aprile. L'ordinanza di autorizzazione alla manifestazione - ha scritto Castellino - da prassi consolidata viene emessa dopo la ricezione delle prescrizioni dettate dall'autorità di pubblica sicurezza, ad oggi non ancora pervenute". Lo stesso giorno, quindi sempre ieri, il questore di Agrigento Emanuele Ricifari ha risposto rilevando che "la documentazione ad oggi (cioè ieri ndr.) risulta ancora incompleta, il piano di sicurezza trasmesso è del tutto inadeguato rispetto alla manifestazione, non è stato né concordato, né effettuato alcun sopralluogo con il dirigente del commissariato, le transenne indicate sarebbero sufficienti a coprire un tragitto di circa 200 metri a fronte di un percorso complessivo ben più esteso". Ed ancora che "è assolutamente tardiva la comunicazione della lista dei partecipanti pervenuta soltanto nella giornata del 13 aprile" e che è "del tutto irrituale la considerazione secondo cui l'autorizzazione sindacale alla sfilata debba seguire eventuali prescrizioni da parte dell'autorità di pubblica sicurezza, né si comprende - ha scritto sempre il questore Ricifari, confermando la diffida - a quale prassi consolidata si faccia riferimento visto che la circolare citata nell'atto di diffida è del questore di Agrigento del 24 maggio 2022". 

Non solo carte, ma anche interlocuzioni 

La sfilata di cavalli, prevista a partire dalle ore 15 di oggi al seguito della processione del simulacro della Madonna del Castello, contava di ben 139 animali e cavalieri. La Questura di Agrigento, fino a venerdì sera, aveva tentato di fare in modo che la sfilata potesse tenersi, ma con solo 8, o al massimo 10, cavalli condotti da tre persone ciascuno. Chieste, anzi ri-chieste, le autocertificazioni per i cavalieri che non devono avere pendenze con la giustizia. Stabilita una durata di al massimo due ore e, fra le altre cose, la distanza di almeno 4 metri fra cavalli e pubblico. Prescrizioni alle quali l'autorità locale, il sindaco Stefano Castellino, non è riuscito ad adeguarsi. Inevitabilmente è il caso di dire visto che il tempo era ormai praticamente finito. Così non sarebbe stato, invece, se le comunicazioni e le certificazioni di sicurezza, in merito alla sfilata dei cavalli, fossero arrivate in Questura almeno 15 giorni prima dell'evento. 

La colpa? "Sempre e soltanto" dei giornalisti

"Quei due articoli sono falsi". Queste le parole di denigrazione, in riferimento anche ad un articolo di AgrigentoNotizie, che sono state scritte, sui social, dal sindaco Stefano Castellino. AgrigentoNotizie, carte alla mano, ha semplicemente, ordinariamente, riportato fatti, interlocuzioni e prescrizioni ai quali la "macchina" comunale avrebbe dovuto attenersi per salvare la tradizionale sfilata dei cavalli. Nel "tutti contro tutti" di Palma di Montechiaro ci sono finiti quindi anche i giornalisti (non locali) che, per lavoro, raccontano quello che succede. Magari, nelle prossime ore, qualcuno si spingerà anche a dire (c'è ironia in questa affermazione) che la diffida della Questura è arrivata proprio a causa delle testate giornalistiche.   

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