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(foto ARCHIVIO)

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“Armati” di bombole gpl e d’ossigeno tentano di scassinare la cassaforte: colpo fallito

La banda di criminali hanno anche rischiato di innescare una esplosione. Hanno perciò abbandonato tutti gli attrezzi “da lavoro” all'interno del supermercato e sono scappati a gambe levate

“Armati” di bombole gpl e d’ossigeno hanno provato a scassinare la cassaforte di un supermercato, nei pressi della strada statale 115. Pare che i malviventi – certamente una banda – abbiano lavorato a lungo, provandole forse tutte per riuscire ad aprire quella “benedetta” cassaforte. Poi, però, qualcosa è andato storto e hanno anche rischiato di innescare una esplosione. Hanno, dunque, abbandonato tutti gli attrezzi “da lavoro” sul posto e sono scappati a gambe levate. Qualcuno, forse perché s’è accorto del fumo, ha fatto scattare l’allarme e sul posto – nel supermercato chiuso – si sono precipitati i carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro e i vigili del fuoco. I pompieri sono accorsi per mettere tutto in sicurezza ed evitare veramente una deflagrazione. Ci sono naturalmente riusciti quasi subito. I carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro, coordinati dal comando compagnia di Licata, hanno immediatamente avviato le indagini per provare ad identificare i delinquenti che hanno tentato il furto e hanno provocato grossi danni.

I mancati ladri sono riusciti ad intrufolarsi, approfittando dell’oscurità (quindi senza essere visti, né tantomeno sentiti) dopo aver forzato una porta di ingresso posteriore. Consapevoli del fatto che avrebbero potuto “lavorare” in maniera indisturbata, si sono dunque messi all’opera. Non ci sono però, appunto, riusciti e questo lascerebbe ipotizzare – agli investigatori – che certamente non si tratta di “specialisti” della microcriminalità.

Verosimilmente i delinquenti quel colpo lo avevano studiato a lungo. Ma non sapevano appunto che, seppur “armati” di attrezzi atti allo scasso e di bombole di gpl e d’ossigeno, quella cassaforte non si sarebbe affatto aperta e che anzi avrebbero rischiato di farsi male. Tutti dettagli che, naturalmente, vengono tenuti in conto dai militari dell’Arma che ieri, inevitabilmente, mantenevano il più fitto riserbo possibile. Non è escluso – ma non ci sono certezze istituzionali – che i carabinieri abbiano verificato la presenza, non soltanto al supermercato ma anche in tutta la zona, di eventuali telecamere di video sorveglianza pubbliche o private. Si tratta, del resto ormai, di una ordinaria e collaudata procedura investigativa che, talvolta, riesce anche a mettere gli investigatori sulla giusta strada da percorrere per arrivare alla svolta.

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