Riprendono le demolizioni a Palma, si riparte dagli stabili realizzati vicino ai fiumi

Per oggi era prevista l'immissione in possesso di un manufatto abusivo e il questore aveva firmato un'apposita ordinanza per garantire l'ordine pubblico. L'ex proprietario ha protocollato la dichiarazione di autodemolizione

Le recenti demolizioni a Lampedusa (foto ARCHIVIO)

L’immissione in possesso, passaggio propedeutico per avviare le nuove demolizioni, avrebbe dovuto farsi oggi. Il questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, aveva già firmato un’ordinanza per garantire – schierando in campo i poliziotti – l’ordine pubblico. Stamani non dovrebbe però esserci la prevista immissione in possesso per il fabbricato abusivo di contrada Falcone – Torre San Carlo. Una sorta di magazzino costruito, abusivamente appunto, nella zona della foce del fiume Palma. Nella tarda mattinata di ieri, l’ormai ex proprietario dello stabile ha protocollato, in Municipio, la dichiarazione di autodemolizione.

Appare scontato pertanto che, nei prossimi giorni, si procederà oltre e si scorrerà l’elenco degli immobili che dovranno essere demoliti. Palma di Montechiaro, con quanto sta avvenendo nelle ultimissime ore, sta, concretamente, rispondendo alla lettera che, all’inizio dello scorso novembre, il procuratore capo Luigi Patronaggio indirizzò ai sindaci e ai dirigenti degli Utc dei Comuni ricadenti nel circondario del tribunale di Agrigento. Occorre “procedere ad una urgente ricognizione degli immobili abusivi ricadenti entro la fascia di 150 metri dai corsi d'acqua o costruiti in spregio dei vincoli idrogeologici, per avviare con la massima celerità le demolizioni secondo le procedure note e più volte indicate" – scriveva, allora, il procuratore capo Luigi Patronaggio - . Una lettera, quella dello scorso novembre appunto, che voleva richiamare tutti dopo gli allora recenti e tragici fatti di Casteldaccia e Cammarata. “Fatti che pur innescati da particolari avverse condizioni meteo, impongono una particolare attenzione per la demolizione di tutti quegli immobili abusivi ricadenti entro la fascia di 150 metri dai corsi d’acqua ovvero di tutti quegli immobili costruiti in dispregio dei vincoli idrogeologici” – aveva scritto, chiaramente, il procuratore Patronaggio - .

A queste nuove demolizioni – che non è chiaro però quando, effettivamente, partiranno – il Comune procederà dopo che, lo scorso ottobre, il Libero consorzio comunale di Agrigento, nella qualità di stazione unica appaltante, aveva appaltato alla "Compat Scarl". Impresa che aveva offerto un un ribasso del 36,7565 per cento per un importo netto di 102.739,07 euro, ai quali vanno aggiunti 8.550 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, per un importo contrattuale di 11.289,07 euro.

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