Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Bimbo di 3 anni morto per polmonite non diagnosticata, chiesti danni per oltre 800mila euro

Il piccolo Salvatore Ibrahim, figlio di un palmese e di una donna di origini marocchine, è deceduto dopo una serie di visite in studi medici. I genitori citano l'Asp e due sanitari del pronto soccorso dell'ospedale di Licata

L'ospedale San Giacomo d'Altotopasso di Licata

Le visite in un studio medico e in un ambulatorio e le terapie per la diagnosi di faringite. L'accesso in ospedale, con la stessa diagnosi, e la semplice prescrizione di alcuni farmaci. Infine il malore e la morte per una polmonite interstiziale. Per il decesso del povero Salvatore Ibrahim, figlio di un palmese e una marocchina, di soli 3 anni, avvenuto il 12 maggio del 2019, ci sarà adesso un processo civile.

I genitori hanno chiesto al tribunale il risarcimento dei danni all'Azienda sanitaria provinciale e a due medici del pronto soccorso dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata che visitarono il piccolo. I loro legali - gli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica e Rosario Ninfosì - hanno chiesto una somma complessiva di poco meno di 808.000 euro per loro e per gli altri tre figli minori.

Il piccolo, secondo la ricostruzione dei fatti, ha iniziato ad accusare i primi sintomi della malattia nei primi giorni del 2019. Fra gennaio e maggio è stato più volte visitato, sempre secondo la ricostruzione formulata dai genitori nell'atto con cui citano l'Asp e i sanitari, in un ambulatorio privato. 

La diagnosi del pediatra era sempre quella di infiammazione acuta della faringe. La terapia con antibiotici e cortisone, però, risultava inefficace. L'11 maggio, quindi, la decisione dei genitori di portare il piccolo all'ospedale di Licata. Anche in quel caso veniva diagnosticata una faringite e il bimbo veniva dimesso dopo la prescrizione di alcuni farmaci. L'indomani il decesso.

I genitori, adesso, puntano l'indice sulla condotta dei medici del pronto soccorso che non avrebbero prescritto esami ematochimici nè una radiografia del torace che, a loro dire, avrebbe consentito di diagnosticare e tamponare la grave polmonite in atto. Sulla vicenda la Procura della Repubblica, sulla base di un esposto degli stessi genitori, aveva aperto un fascicolo che, in seguito, è stato archiviato. 

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