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"Al funerale, in gioielleria o a spasso a leggere i giornali": i furbetti del cartellino erano pedinati

Maresciallo rivela in aula le indagini che hanno portato a processo venti impiegati comunali accusati di assenteismo

Al funerale, in gioielleria oppure, semplicemente, in auto a leggere i giornali. Gli impiegati del Comune di Palma di Montechiaro, dopo avere passato il badge che attestava la presenza in ufficio e, soprattutto, il raggiungimento del monte ore necessario per ottenere lo stipendio mensile, andavano ovunque. È quanto sostenuto ieri mattina, in aula, dal maresciallo dei carabinieri Giuseppe Picone, in servizio alla Stazione di Palma, che ha preso parte alle indagini.

Nel processo, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara, sono imputati venti impiegati del Comune, accusati di assenteismo. “Il comandante della Stazione – ha detto ieri il sottufficiale rispondendo al pubblico ministero Alessandra Russo – ci incaricò di indagare su eventuali allontanamenti da parte di impiegati dal Comune. Dopo i primi appostamenti abbiamo chiesto alla Procura di potere collocare delle videocamere puntandole sul lettore dei badge”. Picone, anticipando possibili osservazioni dei difensori (fra gli altri gli avvocati Santo Lucia, Francesco Scopelliti, Domenico Romano e Liliana Azzarello) ha precisato: “Non era consentito uscire senza timbrare il badge neppure per ragioni di servizio. In ogni caso abbiamo incrociato le uscite con il registro delle presenze e in molti casi non c’era alcuna giustificazione”. 

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