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Palazzo Lo Iacono, il Comitato di quartiere “Centro storico” scrive alle Istituzioni

I cittadini chiedono sicurezza “vera” e non interventi  provvisori

Con una lettera firmata da numerosi residenti del centro storico di Agrigento e indirizzata al sindaco e alle altre istituzioni locali, i cittadini reclamano chiarimenti e rassicurazioni sulla gestione dei primi interventi della messa in sicurezza di Palazzo Lo Iacono. "A circa 180 giorni dal crollo del palazzo Lo Jacono (avvenuto il 25 aprile scorso) - scrive il Comitato di quartiere - i cittadini sono fortemente preoccupati per la tipologia di interventi previsti. Premesso che - continua la lettera - il palazzo in questione è stato oggetto, nel giro di tre anni, di ben due successivi interventi di 'messa in sicurezza' da parte dei tecnici del Comune di Agrigento e che a seguito di detti interventi il palazzo è crollato, dimostrando che gli stessi interventi sono stati inutili, se non dannosi per affermazione dello stesso sindaco. Non sono stati posti in essere studi finalizzati a individuare le 'cause' del crollo, pertanto, anche l’intervento in questione appare basato più sulla eliminazione degli effetti del crollo piuttosto che intervenire sulle cause".

"Per definizione -
evidenziano i cittadini - un intervento di 'messa in sicurezza' è provvisorio, finalizzato a tutelare l’incolumità delle persone e dei soccorritori e ripristinare rapidamente le normali attività economiche e sociali. A distanza di circa sei mesi dal crollo, senza che nulla sia stato fatto, parlare di 'messa in sicurezza' ha un carattere eufemistico che rasenta la presa in giro delle persone coinvolte. E' prassi consolidata - continua la lettera - che, per edifici particolarmente danneggiati (quale i relitti del palazzo), la soluzione più razionale ed economica è la loro demolizione. Qualora il rinforzo strutturale riguardi costruzioni di interesse storico o monumentale, si richiede una specifica giustificazione sull’indispensabilità, improrogabilità e compatibilità dell’intervento con le teorie del restauro".

Il comitato di quartiere chiede "una formale dichiarazione, sottoscritta dal sindaco, dall’assessore alla Protezione Civile, dall’Ingegnere Capo del Genio Civile, dal Soprintendente, dai progettisti e direttori dei lavori, dal Responsabile Unico del Procedimento, su: la indispensabilità dell’intervento previsto in progetto; la impossibilità di effettuare interventi diversi, quali ad esempio la demolizione dei relitti; la garanzia che l’intervento non comporterà, in alcun modo, rischi di qualsiasi natura per le persone e le cose e il tempo, in ordine di mesi o anni, per il quale detta garanzia ha validità; l’indicazione degli interventi previsti ed effettivamente finanziati, per il definitivo superamento della fase di messa in sicurezza".


Infine i cittadini residenti del centro storico chiedono che la loro lettera, venga consegnata nelle mani del prefetto e alle altre autorità. "Fino a quando tale dichiarazione non sarà stata formulata nei termini richiesti e sottoscritta dalle suindicate autorità, non riterremo di essere al sicuro e considereremo gli interventi effettuati come provvisori e privi di una reale tutela nei confronti della pubblica incolumità".

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