Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

"Palamandorlo" ancora inagibile, spettacoli "dirottati" altrove: non si placa la polemica

Spettacoli "dirottati" al teatro "Pirandello" e in locali di privati. Polemiche e ben poche levate di scudi. Questo il clima ingenerato dal mancato collaudo del "Palamandorlo" che, fin dalla sua apparizione, aveva suscitato non poche perplessità. Ad alimentare la polemica sono adesso anche i sindacati, Cgil Cisl e Uil, che non le mandano a dire al Governo della città

Spettacoli "dirottati" al teatro "Pirandello" e in locali di privati. Polemiche e ben poche levate di scudi. Questo il clima ingenerato dal mancato collaudo del "Palamandorlo" che, fin dalla sua apparizione, aveva suscitato non poche perplessità circa la logistica e il venir meno di un gran numero di parcheggi, oltre che per le necessarie deviazioni del traffico veicolare e la "sparizione" di un'aiuola che ci si augura verrà rimontata.

I "possibilisti" hanno, anche sui social, affermato che «l'importante è che qualcosa si faccia, perchè tanto chi deve lamentarsi si lamenterà sempre, anche se quel qualcosa è fatto bene». C'è chi inneggia al "fine ultimo" che è quello del turismo. In ultima analisi, però, nonostante le rassicurazioni di qualche giorno fa dell'Amministrazione circa l'adeguamento strutturale necessario a garantirne la sicurezza e, quindi, il collaudo, c'è che la struttura rimane inutillizzabile.

Ad alimentare la polemica sono adesso anche i sindacati, Cgil Cisl e Uil, che allargano il raggio e, prendendo come spunto l'organizzazione della 71esima "Sagra del mandorlo in fiore", non le mandano a dire al Governo della città che, si legge in una nota, «non sembra abbia una visione complessiva di crescita e cambiamento. Le prime flebili azioni messe in campo in questi mesi, hanno evidenziato alcune scelte che appaiono, a prescindere dalla discutibilità  del gusto, anche poco efficaci. Ci chiediamo se esista un programma sul decoro della città o si tratti - si chiedono - di estemporanee scelte personali».

Per i sindacati, che visti i recenti "scontri" (riguardo per esempio al Pluripiano di via Empedocle e alla vicenda dei netturbini licenziati) non si lasciano sfuggire l'occasione per caustiche considerazioni elencate nel lungo testo diramato ai mezzi di informazione, l'azione amministrativa è tacciabile di "superficialità" e carente di «concertazione con le forze sociali ed economiche. Prova ne sia - dicono Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto - la vicenda del Palatenda posto in centro città. Il no della Commissione dei pubblici spettacoli per una serie di inadempienze che potevano essere evitate e la mancata agibilità, dimostrano che c’è stato troppo pressapochismo e molta superficialità nel redigere un bando che ha previsto la costruzione di un Palatenda (nonostante il Palacongressi) collocato nel posto meno adatto per ospitare 500 persone.

Perché i 44 mila euro dei 138 mila destinati agli eventi connessi all'organizzazione della Sagra, in un periodo di crisi, non possono certo finire alle ortiche. Soprattutto perché si tratta di somme provenienti dalla convenzione siglata con l'Ente Parco e che dovrebbero essere destinate alla sistemazione delle strade, della segnaletica stradale e di tutte le opere necessarie per rendere gradevole la città ai visitatori.

Chiediamo un cambio di passo da parte di questa amministrazione: di avviare una vera partecipazione democratica, non lasciando gli interlocutori sospesi o indifferenti a ciò che accade, poiché governare significa coinvolgere ed ascoltare anche le proposte degli altri, soprattutto quando siano percorribili, dando sollievo ai disagi sociali ed economici», concludono.

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