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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Villaggio Mosè

Pagamento del pocket money in ritardo, scoppia la rivolta dei migranti: 10 denunciati

Alcuni si sono scagliati contro mobili e suppellettili, distruggendo praticamente ogni cosa. Altri invece avrebbero rinchiuso in una stanza due operatori della comunità d'accoglienza e poi hanno aggredito il responsabile

Reclamavano, ed a gran voce, il poket money. Hanno prima rinchiuso all'interno di una stanza, e minacciato, alcuni degli operatori. Poi, quando è giunto il responsabile della casa d'accoglienza, si sono scagliati contro di lui con calci e pugni. E' stata un'autentica devastazione quella realizzata da un gruppo di dieci immigrati, tutti minorenni, di origini subsahariane.

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Tutti sono stati identificati e denunciati, in stato di libertà, alla Procura presso il tribunale per i minorenni di Palermo. A formalizzare la denuncia, dopo una breve attività investigativa che è stata successiva all'intervento per la maxi rivolta verificatasi al Villaggio Mosè, è stata la polizia di Stato. Gli agenti della sezione "Volanti" in particolare. Spetterà invece ai poliziotti dell'ufficio Immigrazione della Questura procedere al loro trasferimento in altre strutture di accoglienza, naturalmente separandoli.

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I dieci giovani subsahariani, a vario titolo, sono stati denunciati per le ipotesi di reato di danneggiamento aggravato, violenza aggravata, lesioni personali e minacce. Stando alle ricostruzioni fatte dalla polizia di Stato, i dieci ospiti della struttura sarebbero andati in escandescenze perché, a loro dire, il pagamento del poket money sarebbe stato in ritardo. Alcuni si sono scagliati contro mobili e suppellettili, distruggendo praticamente ogni cosa. Altri invece avrebbero rinchiuso in una stanza due operatori della comunità d'accoglienza. Due operatori che, però, ben presto sono riusciti ad uscire ed a chiedere aiuto alla centrale operativa della polizia di Stato.

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Quando è arrivato il responsabile della struttura, alcuni gli si sarebbero scagliati contro con calci e pugni. L'uomo si è fatto refertare le escoriazioni e ferite riportate. La prognosi è lievissima. Ma resta il gesto, la violenza che è stata operata contro di lui. 

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