Cronaca

Pace tra Sgarbi e Moncada, resta lo scontro sull'energia rinnovabile

L'imprenditore ritira la querela e Sgarbi aderisce alla fondazione Agireinsieme, ponendo fine a una vicenda giudiziaria nata nel 2009

"Felice del fatto che abbiamo potuto chiarire all'opinione pubblica questa situazione, sebbene dopo un po' di tempo" ha affermato Salvatore Moncada. Pace fatta tra l'imprenditore agrigentino e Vittorio Sgarbi. Una vicenda iniziata nel 2009 si è oggi conclusa con una stretta di mano e con le scuse formali di Sgarbi davanti alla stampa agrigentina.

"Sono disponibile a scusarmi davanti a un evidente torto contro una persona che temo essere perfino simpatica", ha infatti dichiarato, ribadendo la sua avversione nei confronti del fotovoltaio e dell'eolico, fonti di energia rinnovabili che, a parer del critico d'arte, danneggerebbero il paesaggio siciliano. "Moncada ha fatto cose importanti per la Sicilia, ma forse non ha valutato bene il rischio soprattutto nelle aree vicine ai siti pregiati", ha ribadito questa mattina.

 


Durante il convegno "Licata No Peos", dell'aprile 2009, Vittorio Sgarbi, nella sua lotta contro pale eoliche e quant'altro, ha urlato riferendosi ai "produttori" di energia pulita "in galera, in galera, per primo Moncada, al pari di Totò Riina". Dichiarazione questa da cui scaturì un procedimento penale a carico dell'ormai ex sindaco di Salemi e del giornalista di Tv Alfa, che ha mandato in onda quanto affermato da Sgarbi. "Quella sera mi ricordo fui incitato contro Moncada, forse da persone in contrasto con lui politicamente", tenta di giustificare Sgarbi. "Per chi vive in Sicilia - ha affermato Moncada nel suo intervento - essere appellato come 'mafioso', non è la stessa cosa per chi vive altrove. Basta poco per distruggere quello che uno ha costruito con i propri sforzi, a prescindere da ciò che piace o non piace", ribadendo il danno all'immagine subito.

Nella conferenza congiunta delle due parti, alla presenza dei rispettivi avvocati, l'imprenditore, che ha per primo ritenuto di chiudere la vicenda, ha invitato Sgarbi ad aderire alla fondazione Agireinsieme, contribuendo ai progetti per la città, in linea con ciò che gli può competere, probabilmente progetti di restauro di alcune opere. "Non sarà la mia antipatia per le pale eoliche a impedirmi di collaborare con la fondazione", ha affermato il critico.

Finita l'esperienza con Salemi, possibile una ricandidatura di Sgarbi ancora in Sicilia, forse a Cefalù o a Scicli, "o forse da nessuna parte", ha concluso.

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