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L'ospedale Giovanni Paolo II

L'ospedale Giovanni Paolo II

Coronavirus, il commissario Firenze: "Abbiamo fermato il focolaio, scongiurata la zona rossa"

"Nonostante le polemiche - ha detto - abbiamo potuto raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nei primi trenta giorni di lavoro incessante"

Fermato il focolaio che un mese fa aveva messo in ginocchio l'ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca ed evitato che si creasse una "zona rossa".

Ad annunciarlo con una nota stampa autografa, è il commissario regionale Alberto Firenze. “Un lavoro complesso - dice - anche perché portato avanti in un clima all’esterno a volte ostile ed esasperato da polemiche politiche locali che nulla hanno a che fare con la fase di emergenza coronavirus, ma che ci ha permesso, grazie alla collaborazione di parte del personale interno motivato, di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nei primi trenta giorni di lavoro incessante: continuo a portare avanti il mio lavoro con il solo obiettivo di mettere in sicurezza pazienti e operatori sanitari”.

Gestione dell'emergenza Covid, Razza commissaria l'ospedale di Sciacca

Negli ospedali riuniti di Sciacca-Ribera, indicati dalla Regione siciliana come area Covid per il distretto ospedaliero Ag2, sono stati creati 20 posti letto nei locali dell’ex unità operativa di medicina, è stata realizzata una terapia intensiva a pressione negativa per 10 posti letto e sono stati creati, per i pazienti non Covid, degli accessi alle aeree di ginecologia ed ostetricia, pediatria, cardiologia con emodinamica, psichiatria, oncologia, urologia e chirurgia generale, oltre che alle unità di ortopedia e otorinolaringoiatria.

Nuovi tamponi all'ospedale di Sciacca, l'ex direttore Migliazzo: "Non escludo casi positivi"

“L’organizzazione che ci siamo dati - continua Firenze - mette al sicuro i pazienti perché non c’è possibilità di contatti”, aggiunge Firenze, fin dall’inizio in stretto contatto con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. Il blocco operatorio di Ribera, in base al piano d’integrazione, fa da supporto a eventuali urgenze di altre branche chirurgiche presenti nel plesso di Sciacca in caso di pazienti affetti da Covid, fatta eccezione per le urgenze ginecologiche ed ostetriche, emodinamica Covid, individuate per decreto assessoriale presso l’ospedale S.Giovanni di Dio ad Agrigento.
Si è anche messo fine ad un grave criticità presente nel plesso di Sciacca, che prevedeva un accesso ad operatori e pazienti senza alcuna regola per l’innumerevole presenza di varchi non autorizzati. Oggi, pertanto l’accesso alla struttura ospedaliera di tutti gli operatori è possibile superando un apposito filtro con misurazione della temperatura ed effettuazione del link epidemiologico, utilizzando solo tre varchi dedicati e la contemporanea chiusura di tutti gli altri. Si è anche determinata la possibilità di un’accoglienza del personale sanitario e socio-sanitario maggiormente esposto - continua -, ai fini di tutelare i medesimi e i rispettivi nuclei familiari nei locali della foresteria del plesso di Sciacca per evitare che operatori sanitari divenuti positivi, piuttosto che contagiare i propri familiari possano rimanere in quarantena all’interno della stessa struttura ospedaliera".

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