Lunedì, 15 Luglio 2024
Sanità

Ospedale San Giovanni di Dio, primo intervento di neurostimolazione midollare

Un metodo rivoluzionario che apre a nuove prospettive di cura per tutti i pazienti agrigentini affetti da dolore cronico resistente alla terapia farmacologica e non farmacologica

All’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento è stato eseguito per la prima volta un intervento di neurostimolazione midollare per il trattamento del dolore cronico. In particolare collocazione di un neurostimolatore midollare ad un paziente affetto da dolore cronico. Perfettamente ultimata dall’equipe dell’ambulatorio di terapia del dolore, afferente all’Unità operativa complessa di anestesia e rianimazione diretta dal dottor Gerlando Fiorica, la metodica interventistica apre di fatto a nuove prospettive di cura per tutti quei pazienti agrigentini, affetti da dolore cronico resistente alla terapia farmacologica e non farmacologica, che possono adesso ricevere nuovi trattamenti altamente specializzati nella propria città senza dover ricorrere a fastidiosi spostamenti fuori provincia. 

Nel caso trattato, il paziente era già stato sottoposto in precedenza ad un intervento per il posizionamento di un neurostimolatore midollare presso un altro ospedale della Sicilia. Non più funzionante perché dislocato dalla sua posizione originaria e quindi inefficace ai fini del controllo del dolore, il dispositivo preesistente è stato prima rimosso al San Giovanni di Dio e poi sostituito con  un nuovo impianto di ultima generazione. Gli stimolatori midollari sono strumenti ultra specialistici, e molto costosi, che vengono impiegati nel controllo del dolore cronico in quei pazienti che, come detto, sono risultati resistenti ai trattamenti farmacologici e alle terapie infiltrative invasive. Sono composti da un catetere stimolatore impiantato nel canale vertebrale, adagiato sul midollo spinale e collegato ad un generatore delle dimensioni di un pace-maker da cui partono impulsi elettrici a basso voltaggio che vengono trasmessi al  midollo. In questa maniera riescono ad  “interferire” direttamente e tramite modifiche strutturali su quella parte del sistema nervoso centrale deputato alla trasmissione e modulazione del dolore. Il recupero funzionale e la liberazione dal dolore sono progressivi e costanti, con conseguente miglioramento della qualità di vita dei pazienti che, addirittura, potranno utilizzare un telecomando per modificare e regolare l’intensità della stimolazione prodotta dal dispositivo collocato sottopelle. 

L’intervento, eseguito in sala operatoria con un’anestesia locale associata ad una lieve sedazione, è stato condotto dall’equipe dell’ambulatorio di terapia del dolore diretta dal dottore Salvatore Farruggia con la collaborazione dei dottori Massimiliano Pinelli e Massimiliano Di Miceli.

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