Contrasse infezione ospedaliera, trovato accordo: l'Asp paga 38.500 euro

Il paziente, che era finito in pronto soccorso dopo un infortunio sul lavoro, chiedeva un risarcimento danni di 150 mila euro

(foto archivio)

Avrebbe contratto un’infezione ospedaliera quando – era il 4 aprile del 2013 – venne sottoposto ad un intervento chirurgico in seguito ad una frattura riportata in un incidente sul lavoro. Proprio per quell’infezione, il paziente ha citato, davanti al tribunale di Sciacca, l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Chiedeva un risarcimento danni di complessivi 150 mila euro. In attesa della prima udienza, la compagnia di assicurazione dell’Asp – che aveva già tentato una conciliazione – ha ricevuto la comunicazione che il cittadino, che aveva avviato la causa, era intenzionato a definire la vertenza con la somma di 38.500 euro, di cui 30 mila euro a titolo di risarcimento danni.

“Essendo stata ritenuta coerente con le conclusioni cui è giunto il consulente medico legale nominato per conto dell’azienda sanitaria, la compagnia di assicurazione – è stato ricostruito nella documentazione – ha invitato ad aderire alla proposta transattiva formulata, anche per evitare ulteriori oneri del già instaurato giudizio”. Il commissario straordinario dell’Asp, Mario Zappia, ha dunque dichiarato immediatamente esecutivo l’atto che consentirà la liquidazione.

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Il cittadino, il 27 marzo del 2013, dopo un infortunio sul lavoro, si recò al presidio ospedaliero di Ribera dove, appunto, gli venne diagnosticata una frattura pluriframmentaria scomposta della diafisi distale tibiale e una frattura scomposta del terzo medio distale del perone destro. Venne ricoverato all’unità operativa di Ortopedia dell’ospedale di Sciacca dove, appunto, venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico di riduzione delle fratture con l’installazione di placca e viti. Avrebbe però contratto una infezione nosocomiale. Ed è per questo, appunto, che nel marzo del 2014 aveva inoltrato istanza di risarcimento. 

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