Didattica a distanza alle superiori, è scontro tra la Regione e il direttore dell'Usr

Lo stop alle lezioni in presenza, previsto dall'ordinanza del governatore Musumeci, scatena la reazione dell'Ufficio scolastico regionale. Suraniti: "Scuole sicure, perché non si è interventi sui trasporti? La dad non può partire subito". La censura di Lagalla: "Non c'è leale collaborazione istituzionale"

L'ufficio scolastico regionale contro la didattica a distanza nelle scuole secondarie, prevista nell'ordinanza del governatore Musumeci tra le misure per contrastare la diffusione del Coronavirus.

L'Usr, attraverso una nota, prende una posizione forte: la scuola non può essere penalizzata per i mancati interventi sul trasporto pubblico: "Nel mese di luglio - scrive il direttore Stefano Suraniti - abbiamo acquisito e inviato i dati sugli studenti pendolari all'assessorato regionale ai Trasporti, al fine di porre in essere gli interventi di competenza. Inoltre è stato anticipato il rischio che gli studenti si sarebbero comunque incontrati in domicilio privato, senza che nessuno potesse vigilare sul distanziamento e utilizzo delle mascherine, come invece avviene a scuola. Al tavolo regionale concovato venerdì non risultava essere presente nessuno della Regione Siciliana, salvo un rappresentante dell'assessorato all'Istruzione che non conosceva i contenuti delle decisioni assunte".

"Dalla lettura dell'ordinanza della Regione Siciliana - continua la nota - emerge come la sospensione delle attività in presenza per oltre 240 mila studentesse e studenti siciliani della scuola secondaria di secondo grado è legata esclusivamente a ragioni connesse ai trasporti pubblici. Infatti allo stato attuale risultano in Sicilia 600 studenti positivi al Covid-19, su oltre 700 mila alunni. La decisione di sospendere le attività didattiche in presenza penalizza anche gli studenti con disabilità, più deboli e a rischio dispersione scolastica. Inoltre non permette lo svolgimento delle attività laboratoriali previste soprattutto dai tecnici eprofessionali. In generale risulta essere incisa l'autonomia scolastica e la flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche, che già alternavano per il II grado attività in presenza e a distanza".

"Infine - conclude Suraniti - il breve preavviso non consentirà alle istituzioni scolastiche di intervenire tempestivamente e di organizzarsi al fine di rendere fruibile immediatamente per tutti gli studenti la didattica a distanza". Parole dure, che provocano la reazione dell'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla. "Venendo a conoscenza del comunicato diffuso dall’Ufficio scolastico regionale, non può che richiamarsi l’estensore al rispetto delle prerogative del decisore politico regionale e censurare comportamenti contrastanti con il principio di leale collaborazione istituzionale. Premessa, dunque, l’irritualità delle dichiarazioni di cui trattasi, deve rilevarsi come l’ordinanza del presidente Musumeci, assunta per esigenze di tutela della salute pubblica, preveda la temporanea chiusura delle scuole superiori ed il ricorso sostitutivo alla didattica a distanza quale conseguenza delle vincolanti indicazioni formulate dal Comitato tecnico scientifico regionale, a seguito del critico innalzamento della capacità diffusiva e dei contagi da Covid-19".

"Fermo restando l’intendimento del governo regionale di ripristinare, appena possibile, la regolare attività didattica in presenza anche presso gli istituti superiori - aggiunge Lagalla - si ha difficoltà a comprendere la dichiarata incapacità dell’Usr di far fronte, da subito, alla didattica a distanza, visto che il valoroso corpo docente della Sicilia ha già affrontato con successo, nel recente passato, tale modalità di insegnamento, peraltro parzialmente praticata anche in questo inizio di anno scolastico presso gli stessi istituti superiori. Nè può ignorarsi che l’opzione Dad è esplicitamente contemplata in Dpcm e pronunciamenti ufficiali del governo Conte. Per tutto quanto precede, mi dichiaro certo che il direttore dell’Usr saprà, da ora in poi, meglio valutare la differenza tra responsabilità e decisioni di governo, assunte nel superiore e più generale interesse della salute pubblica, ed azione amministrativa che si auspica coerente e leale, soprattutto in un momento di particolare e generale difficoltà".

"La sospensione dell’attività didattica in presenza nelle scuole superiori e nelle università siciliane rappresenta una grave errore, una sconfitta per tutta la società civile, per i cittadini, i dirigenti scolastici e il personale docente e Ata che in questi mesi si sono adoperati senza risparmiarsi per garantire quanto più possibile un normale avvio del nuovo anno scolastico. Una sconfitta per gli studenti, soprattutto quelli più deboli e disagiati, che ancora una volta saranno privati del sacro santo diritto all’istruzione garantito dalla nostra Costituzione". Lo dice Adriano Rizza, segretario della Flc Cgil Sicilia. "Sarà soprattutto la grande sconfitta di una classe politica regionale - conclude Rizza - che non è stata in grado di prevenire e affrontare quelle criticità che erano altresì note a tutti, come il tema dei trasporti, dove si poteva e si doveva intervenire con forza e determinazione già dalla fine dello scarso anno scolastico, quando ancora era tutto possibile".

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