Martedì, 23 Luglio 2024
La decisione / Raffadali

"L'orfano di vittima di mafia non rientra fra le categorie previste": Tar sospende assegnazione di rivendita di tabacchi

Lo status di vittima di criminalità organizzata non è equiparabile agli invalidi di guerra e alle altre famiglie dei caduti

L'assegnazione della rivendita di tabacchi è stata sospesa. Lo ha deciso il Tar rilevando l’insussistenza dei requisiti soggettivi in capo all’assegnatario. Il tribunale amministrativo regionale ha affermato che la norma invocata dalla difesa erariale a sostegno della legittimità dell’operato della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non menziona le vittime di criminalità organizzata tra le categorie equiparate agli invalidi di guerra e alle famiglie dei caduti di guerra e non è suscettibile di interpretazione analogica
Per l’istituzione della nuova rivendita di tabacchi nel Comune di Raffadali bisognerà quindi attendere la definizione del giudizio, prevista per la fine di febbraio 2025. 

Nel 2023, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha bandito un concorso per l’assegnazione di una rivendita ordinaria di generi di monopolio a Raffadali. Il bando era riservato ai profughi già intestatari di rivendita di generi di monopolio nei territori di provenienza; a invalidi di guerra, vedove di guerra, orfani di guerra e categorie equiparate per legge; a decorati al valor militare, altri profughi, mutilati e invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 40%, vedove di caduti sul lavoro.

G. R., originaria di Racalmuto, essendo in possesso dei requisiti soggettivi e avendo la disponibilità di un locale, così come previsto dal predetto bando, ha presentato domanda di partecipazione. La commissione preposta, dopo avere verificato la sussistenza dei requisiti soggettivi, collocava ai primi tre posti ex equo tre partecipanti e poi ha disposto l’assegnazione della rivendita in favore di V. G.. Esclusa la racalmutese perché il locale proposto per allocare l’istituenda rivendita non era - per l'Agenzia delle Dogane - conforme ai parametri tecnici richiesti. La donna, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha impugnato gli atti adottati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiedendone l’annullamento e al contempo ha chiesto al Tar che venisse ordinato all’amministrazione di esibire gli atti di gara per provare in giudizio la carenza dei requisiti soggettivi in capo all’assegnatario. Con ordinanza del marzo del 2024, il Tar ha sconfessato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che aveva - ricostruisce l'avvocato Rubino - illegittimamente rifiutato il rilascio degli atti di gara. L'Agenzia delle dogane è stata dunque costretta a rilasciare gli atti di gara e dall’esame di quest’ultimi i legali hanno accertato l’insussistenza in capo all’assegnatario dei requisiti di partecipazione, avendo lo stesso dichiarato di essere “orfano di vittima di mafia”e, dunque, non equiparabile agli invalidi di guerra, vedove di guerra, orfani di guerra e categorie equiparate per legge.

Gli avvocati Rubino e Piazza hanno dunque impugnato gli atti di gara, chiedendo l’annullamento dell’assegnazione in favore di V. G., che avrebbe dovuto essere escluso dalla procedura in quanto non rientrante in nessuna delle categorie di persone indicate dal bando cui era riservata l’assegnazione della rivendita di generi di monopolio, dal momento che lo status di vittima di criminalità organizzata non è equiparabile agli invalidi di guerra e alle altre famiglie dei caduti di guerra. 
I legali hanno inoltre censurato l’operato dell’Agenzia laddove era stata disposta l’esclusione della racalmutese in ragione della presunta non idoneità dei locali prescelti, stante, di contro, la presenza di tutti i requisiti tecnici richiesti dal bando. 
Giovedì scorso, il Tar–Palermo, condividendo integralmente le prospettazioni difensive degli avvocati Rubino e Piazza, sia in merito all’insussistenza dei requisiti soggettivi in capo all’assegnatario, sia in relazione alla sussistenza dei requisiti tecnici dell’immobile proposto, ha accolto l’istanza cautelare, sospendendo l’assegnazione della rivendita di tabacchi.

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