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La chiesa festeggia il suo prossimo pastore: don Alessandro è vescovo

La consacrazione episcopale del nuovo arcivescovo coadiutore è avvenuta nella cattedrale di San Gerlando

 

La chiesa agrigentina è in festa per l’ordinazione episcopale di mons. Alessandro Damiano che da oggi è arcivescovo e coadiutore dell’arcidiocesi di Agrigento.  La solenne celebrazione si è svolta nella cattedrale di San Gerlando ed è stata presieduta dal cardinale Francesco Montenegro.

Si è svolta nella cattedrale intitolata a San Gerlando, nel giorno della Dedicazione della stessa basilica, la celebrazione solenne della sua ordinazione episcopale. A presiederla il card. Francesco Montenegro, al fianco del quale mons. Damiano opererà prima di esserne di diritto il successore.
L’emergenza sanitaria ha limitato l’ingresso dei fedeli in cattedrale, in piazza don Minzoni comunque, è stato allestito un maxi schermo da dove, i fedeli hanno potuto assistere alla funzione religiosa.

Ordinazione vescovile, Alessandro Damiano si presenta: "Imparerò a conoscere la città, mi abbandono al progetto di Dio"
Ordinazione vescovile, Alessandro Damiano si presenta: "Imparerò a conoscere la città, mi abbandono al progetto di Dio"

 

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A salutare l’ordinazione episcopale di monsignor Damiano c’erano anche numerosi fedeli provenienti da  Trapani, diocesi quest’ultima di provenienza del designato successore dell’attuale arcivescovo Montenegro.

Alla presenza dei vescovi della Sicilia, la consacrazione del nuovo arcivescovo coadiutore, è avvenuta mediante la formula dell’imposizione delle mani sul capo, del cardinale, Francesco Montenegro,  del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Fragnelli e dell’arcivescovo emerito di Bari, monsignor, Giuseppe Mani. Durante l’omelia, l’arcivescovo di Agrigento, nel dare il benvenuto al suo successore, lo ha anche avvertito delle insidie che minacciano un territorio ricco di storia.

 

 “il Signore – ha detto dalla cattedra di San Gerlando, don Franco Montenegro -  chiede di affrontare i disagi dovuti  alla mancanza di lavoro, alla criminalità organizzata con tutte le sue ramificazioni e poi anche alla mancanza di progettualità per il futuro con interi comuni che si stanno svuotando e i giovani che ogni giorno sono costretti a lasciare questa magnifica terra. 
E poi – ha aggiunto l’arcivescovo – le sfide del Mediterraneo: il fenomeno immigratorio, l’apertura verso il continente africano, la complessità di come coniugare accoglienza e bisogno di futuro. E poi – ha avvertito il cardinale -  la povertà, con tutte le sue conseguenze, dal gioco d’azzardo al rifugiarsi in quelle forme di protezione che tolgono libertà e sono causa di morte”.

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