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La polemica

Ordinanza antimovida, primo sabato: centro città deserto la notte, qualche "luce" a San Leone

Allo scoccare della mezzanotte saracinesche abbassate e silenzio in tutta la zona del "salotto" cittadino: molti locali chiusi anche nella zona balneare, tranne un paio che hanno continuato a fare musica, ma c'è un perché

Vuoi il tempo incerto, che ha svuotato le strade un po' ovunque, vuoi la nuova perentoria e discussa ordinanza che impone lo stop alla mezzanotte per quasi tutte le attività di intrattenimento (ma l'argomento verrà affrontato tra poco), ma ieri sera il centro città si presentava totalmente spoglio già poco prima del "coprifuoco".

Saracinesche giù praticamente ovunque. O quasi, perché sono numerose le segnalazioni giunte di locali che hanno organizzato e svolto serate di ballo ieri sera fino a tarda notte . E questo, va precisato, senza teoricamente violare alcunchè almeno fino alle 2 di notte ma soprattutto senza che sia mutato molto rispetto al passato. Sì perché alla fine, al netto del battage connesso alla nuova ordinanza firmata dal sindaco contro la "movida violenta", basta confrontare questo testo con altri simili emessi nel recente passato per vedere che di fatto le regole non sono poi cambiate così tanto, e che il tema semmai resta l'applicazione delle stesse.

C'è infatti un tema che è sfuggito al dibattito ma che ha un suo rilievo al netto delle legittime contestazioni ad una ordinanza "contingibile e urgente" che ha lo spropositato valore temporale di sei mesi e che addirittura già prevedere le deroghe per i giorni di festa e il capodanno (anche se, pare, si tratti di un errore di trascrizione).

Nel documento firmato dal sindaco su indirizzo, nei fatti, del Comitato per l'ordine e la sicurezza, infatti, si impone il divieto di vendita di alcolici da asporto a partire dalle 24, ma si possono consumare sul posto fino alle 2 di notte, orario di chiusura di tutte le tipologie di pubblici esercizi, compresi quelli che fanno musica e organizzano serate.

Un punto questo che è cruciale: per poter usufruire della chiusura alle 2 (che è derogabile di mezz'ora per consentire le attività di chiusura del locale) bisogna infatti avere un'autorizzazione non connessa alle attività di semplice vendita e somministrazione di cibo o bevande, ma una di svolgimento per i pubblici spettacoli. In tal senso, pare, questo sarà un tema oggetto di specifici controlli mirati, perché ad Agrigento - sia in centro, che a San Leone - sono innumerevoli le attività che organizzerebbero vere e proprie serate con intrattenimento musicale senza però avere questa specifica autorizzazione, tanto che, saltuariamente, qualcuna viene "pizzicata" e chiusa per alcuni giorni.

La tecnica è sempre la stessa: si vendono cibo e alcolici, si offre musica e la gente arriva in massa anche se questo avviene - ad esempio - in locali non pensati per le serate di ballo o su piazze o altri spazi pubblici che diventano poi una sorta di "polveriera" per le risse.

La nuova ordinanza, comunque, ha suscitato seria preoccupazione nei titolari dei locali (che oggi agiscono però in ordine sparso, senza una struttura unica) e anche in tutti coloro che gestiscono attività in qualche modo collegate (paninerie, piadinerie) e che vivono con il popolo della notte. L'impatto di questa "stretta" - che tale è solo sulla carta, al momento -, sarebbe nell'ordine di centinaia di migliaia di euro in meno guadagnate. 

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