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Attentati alle Poste, preso l'anarchico responsabile: inviò pacchi bomba anche a magistrati torinesi

L'agrigentino è stato beffato dal proprio dna. Sul luogo dell'attentato a Genova venne ritrovato un guanto all'interno del quale i Ris di Parma individuarono delle tracce

 

Organizzavano attentati contro chi a loro avviso era responsabile di contribuire ai rimpatri dei migranti presenti all'interno dei centri di identificazione ed espulsione, gli attuali centri di permanenza per il rimpatrio. Avevano organizzato una campagna di terrore durante la quale compirono ben sedici attentati incendiario o esplosivi tra il 2015 e il 2016.

"I cieli bruciano": mise bomba davanti la Posta di Genova, arrestato anarchico

Uno di questi, datato 8 giugno 2016, però non andò a buon fine. Nel mirino il postamat di un ufficio postale di Genova. Grazie a questo attentato fallito i carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) sono riusciti a identificare il responsabile dell'attentato. 

Si tratta di un anarchico insurrezionalista di 49 anni, Giuseppe Bruna, originario di Agrigento, che era stato arrestato nel maggio del 2019 per un triplice attentato esplosivo ai danni di due magistrati torinesi che stavano investigando sul mondo anarchico, Roberto Sparagna e Antonio Rinaudo, e ai danni di Santi Consolo, all'epoca dei fatti direttore del D.A.P. L'accusa nei suoi confronti è di fabbricazione e trasporto di ordigno. 

"Abbiamo notificato in carcere un'ordinanza di custodia cautelare a Giuseppe Bruna perché avrebbe cercato di dare fuoco a un bancomat delle Poste a Genova nel 2016. Un'attività fatta nell'ambito di una campagna contro i Cie e quelle organizzazioni che aiutavano nelle operazioni di rimpatrio dei migranti. L'attentanto specifico viene commesso da due persone e noi stiamo portando avanti le indagini necessarie per scoprire chi era il complice dell'uomo. Nei giorni successivi ci furono diversi altri attentato in Italia", racconta il colonnello Marco Rosi dell'antiterrorismo. 

L'uomo è stato beffato dal proprio dna. Sul luogo dell'attentato a Genova infatti venne ritrovato un guanto all'interno del quale i RIS di Parma individuarono delle tracce di dna che, confrontate con quello rilevato al momento dell'arresto, hanno inchiodato Giuseppe Bruna. L'uomo, seppur non diretti, aveva dei contatti con gli occupanti dell'Asilo occupato di via Alessandria. 

Nel febbraio di quest'anno l'Asilo occupato di via Alessandria venne sgomberato e Francesco Messina, all'epoca questore di Torino, disse che era proprio in quel luogo che era formata e organizzata una cellula anarchico insurrezionalista che stava portando avanti una campagna contro i Cie fomentando rivolte interne alle strutture con lo scopo di influire sulle politiche nazionali in tema di immigrazione. 

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