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Cronaca

"Non c'era alcun sistema e il servizio idrico funzionava": Campione 8 ore davanti ai pm

L'ex presidente di Girgenti Acque ha chiesto di essere sentito dopo l'avviso di conclusione delle indagini. L'imprenditore si difende e prova ad alleggerire la sua posizione

"Non è mai esistita alcuna rete criminale, il servizio idrico funzionava e garantiva i servizi ai cittadini". L'ex presidente di Girgenti Acque, Marco Campione, personaggio chiave dell'operazione "Waterloo" che ipotizzava una vera e propria organizzazione a delinquere da lui allestita e diretta, si difende per 8 ore davanti ai pm che, nelle scorse settimane, gli hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari insieme ad altre 49 persone.

L'imprenditore, che per questa vicenda finì in carcere salvo poi tornare libero per effetto della decisione del riesame di annullare tutti i provvedimenti, si è presentato in mattinata in Procura insieme ai suoi legali Lillo Fiorello e Omar Giampaolo Mohamed Ahmed.

Ad attenderlo, dopo la richiesta dello stesso Campione di chiarire i fatti, il procuratore aggiunto Salvatore Vella, i sostituti Sara Varazi e Paola Vetro e una squadra di investigatori, composta da Dia, Guardia di Finanza e carabinieri, che hanno condotto le indagini.

L'ex presidente di Girgenti Acque, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbe messo in piedi una vera e propria rete di professionisti, politici, pubblici funzionari, uomini delle istituzioni e delle forze dell'ordine, corrompendoli o, comunque, asservendoli, con la distribuzione di posti di lavoro e incarichi per familiari e amici.

La società che gestiva il servizio idrico, commissariata nel novembre del 2018 in seguito all'inchiesta, in questo modo, avrebbe potuto operare in maniera spregiudicata senza timore di controlli e conseguenze amministrative o giudiziarie. 

Tesi che Campione, ascoltato dalla mattina fino al tardo pomeriggio, con una breve pausa per il pranzo, ha smentito cercando di chiarire i fatti e approfondendo numerosi aspetti dell'indagine nella quale confluiscono diversi segmenti investigativi. 

La Procura, conclusi gli interrogatori degli indagati che hanno chiesto di essere sentiti dopo l'avviso di fine inchiesta, tirerà le somme e deciderà per quali posizioni proporre il rinvio a giudizio. 

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