Giorgio Bongiorno di Italia Viva
Cronaca

L'inchiesta "Waterloo", i giovani di Italia Viva: "Sistema marcio dove non si salva nessuno"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

I Siciliani, ancora una volta, scontano la loro incapacità di scegliere una classe dirigente capace e incorruttibile, il caso “girgenti acque” è l’immagine plastica di quello che una certa politica negli ultimi trent’anni è stata in grado di fare.

La magistratura fa emergere chiare tracce di un sistema di corruttele, che noi giovani da mesi denunciamo su diversi campi, capace di funzionare soltanto a beneficio di pochi fortunati.

Ci domandiamo cosa cambierà dopo questo terribile scandalo, avverrà finalmente la necessaria operazione di rigenerazione morale di cui da anni ormai questo territorio ha bisogno? Chi si assumerà questo oneroso compito? Chi ristabilirà i principi di legalità, correttezza amministrativa e di etica pubblica?

Chi restituirà dignità a quei giovani costretti a fuggire perché estranei a certi ambienti, figli di gente per bene, ma impossibilitati a godere dei benefici del potente di turno? Chi garantirà a quei pochi giovani che hanno l’opportunità di restare in questa terra garanzia di trasparenza e legalità? Oppure si lascerà che il sistema continui a funzionare con tacito consenso?

Oggi Marco Campione è solo l’ultimo perno di un sistema para-mafioso, ideato negli anni, capace di soddisfare ciò che il territorio e la classe politica, tutta, incessantemente chiede.
Marco Campione oggi è solo il furbetto di turno su cui sparare per scontare la propria discolpa, il furbo imprenditore che, dopo aver beneficiato chiunque, adesso, viene espulso dal sistema perché compromesso.

Ma il sistema non è Campione, non muore l’indomani de suo arresto. Il sistema criminale ha operato coinvolgendo tutti, professionisti, politici locali, regionali e nazionali, alte cariche dello stato, le quali dovrebbero essere preposte a garanzia di legalità, una legalità evidentemente farlocca.

Oggi è necessario schierarsi, dire la propria e impegnarsi attivamente, garantendo sostegno alla magistratura, che ha ribaltato questo sistema marcio e discriminatorio.

Se una rivoluzione, che noi auspichiamo, dovesse esserci, sarà inevitabilmente per mano di giovani uomini e giovani donne, ne siamo convinti, sostenuti da donne e uomini che hanno cuore questo paese, con grinta, forza ed entusiasmo, per cambiare lo sorti di questa città!  

Giorgio Bongiorno, coordinatore dei giovani di I.V.

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