Cronaca

Pubblici funzionari, politici e... servizi segreti: così Campione tentava di sfuggire alle indagini

L'inchiesta "Waterloo" avrebbe svelato la volontà del presidente di Girgenti Acque di sottrarsi alle investigazioni grazie all'intervento compiacente di alcuni esponenti delle forze dell'ordine e dell'Aisi

Il procuratore Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'inchiesta "Waterloo"

Non solo pubblici funzionari, professionisti, uomini delle istituzioni e politici: del "sistema" di Marco Campione - molto abile, sostiene l'accusa, a mantenere una rete di connivenze a tutti i livelli, in grado di garantirgli l'impunità e far crescere le sue aziende - avrebbero fatto parte diversi componenti delle forze dell'ordine.

Fra le amicizie del presidente di Girgenti Acque anche alcuni funzionari dei servizi segreti che avrebbe scomodato per lamentarsi delle eccessive pressioni della Guardia di Finanza e per sapere se erano in corso delle indagini nei suoi confronti. 

Il sistema per tenersi dalla sua parte politici, giornalisti, pubblici funzionari o appartenenti alle forze dell'ordine era sempre lo stesso: accontentarli assumendo loro amici o familiari. E così, secondo quanto ipotizzano i pm, che però, ritengono penalmente irrilevante (seppure al limite) la questione, un poliziotto, molto grato a Campione perchè aveva assunto sua figlia, si sarebbe interessato con un collega dei servizi segreti per tentare, insieme, di carpire delle informazioni riservate della Finanza.

Non avrebbero, però, fatto i conti con un sottufficiale delle Fiamme Gialle che, alla richiesta di informazioni, che all'apparenza appariva come una battuta ("quando li arrestate a questi di Girgenti Acque?"), scrisse una relazione di servizio e la inviò in Procura. L'episodio risale al 2015.

"In conclusione - si legge negli atti - è verosimile pensare che Campione abbia chiesto indebitamente al poliziotto e al funzionario dei servizi di indagare abusivamente per accertarsi se effettivamente la Guardia di Finanza di Agrigento stesse indagando su di lui, se fosse intercettato e se lo volessero arrestare, utilizzando indebitamente la propria posizione di forza data dal fatto di essere sostanzialmente il datore di lavoro della figlia del poliziotto".

Lo stesso Campione è stato pedinato mentre incontra un altro funzionario dei servizi di controspionaggio con cui si lamenta delle eccessive pressioni della Guardia di Finanza.
 

Qualche mese prima un altro tentativo di accedere a informazioni riservate, attraverso un'amica di Campione, sorella di un funzionario dei servizi che, però, non dirà nulla. 

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