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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Spaccio di droga a cavallo di due province, altri quattro indagati tornano liberi

Il tribunale del riesame ha annullato i provvedimenti restrittivi emessi nell'ambito dell'operazione "Piramide"

Altri quattro indagati dell'operazione antidroga "Piramide" che, il 27 dicembre, ha fatto scattare 26 provvedimenti restrittivi (7 persone finite agli arresti domiciliari e 19 destinatarie di un provvedimento di divieto di dimora), tornano liberi.

I giudici del tribunale del riesame, ai quali si sono rivolti i difensori - gli avvocati Silvio Miceli, Francesco Lumia e Annalisa Lentini - hanno dichiarato la nullità di tre provvedimenti restrittivi e ne hanno annullato un quarto.

Giuseppe Sorce, 34 anni, di Canicattì, inizialmente destinatario di un provvedimento che gli imponeva il divieto di dimora, è poi finito ai domiciliari per effetto a un aggravamento della misura: i giudici del tribunale della libertà hanno annullato l'ordinanza.

Dichiarata, invece, la nullità dello stesso provvedimento per Giuseppe Zambito, 59 anni, di Realmonte (divieto di dimora in provincia di Agrigento), Calogero Busuito, 50 anni, di Grotte (domiciliari) e Michele Curcio, 54 anni, di Naro (divieto di dimora).

L'inchiesta, che ha portato al blitz dei carabinieri, scattato la notte dopo Santo Stefano, avrebbe accertato che il gruppo di presunti pusher, potendo uscire da casa durante il lockdown solo per fare la spesa, avrebbe spacciato davanti e dentro i supermercati.

L'ordinanza, che applicava 26 misure cautelari (7 ai domiciliari, divieto di dimora per altri 19) è stata firmata dal gip Stefano Zammuto su richiesta del procuratore Luigi Patronaggio e del pm Gloria Andreoli. Il gruppo, secondo quanto avrebbero accertato le indagini, avrebbe smerciato droga a cavallo delle province di Agrigento e Caltanissetta. Nei giorni scorsi sono state annullate altre tre misure.

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