Cronaca

La truffa dell'accoglienza, il ragioniere della Omnia Academy chiede la revoca della misura

L'ordinanza del gip di rigetto alla richiesta della difesa sarà sottoposta al vaglio del tribunale del riesame

Massimo Accurso Tagano, 50 anni, ragioniere della Omnia Academy, associazione che gestiva 15 centri di accoglienza, accusato con altre cinque persone di avere truffato lo Stato attraverso la falsa attestazione delle presenze dei migranti, chiede la revoca della misura cautelare che gli impone il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione e l'obbligo di firma due volte alla settimana.

Il suo difensore, l'avvocato Calogero Sferrazza, ha impugnato la decisione del gip Francesco Provenzano che non ha concesso la revoca del provvedimento, da lui stesso firmato su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella e del pm Elenia Manno, in seguito all'interrogatorio.

L'ordinanza di rigetto, adesso, sarà valutata dal tribunale del riesame di Palermo che ha fissato l'udienza per il 19 aprile. Accurso Tagano si era difeso spiegando al gip che non era mai occupato della gestione della società ma che si limitava alla elaborazione delle buste paga e dei documenti contabili. Il tribunale del riesame di Agrigento, in precedenza, gli ha annullato, invece, il sequestro dei beni - un immobile e alcuni conti correnti - a cui erano stati apposti i sigilli nell'ambito dell'inchiesta.

L'operazione, al termine di una lunga indagine, condotta sul campo dai finanzieri a partire dal 2015, è scattata il 18 febbraio. Sei, in tutto, gli indagati, accusati di associazione a delinquere e truffa. Nella lista, oltre ad Accurso Tagano, ci sono Francesco Morgante, 52 anni; Anna Maria Nobile, 49 anni; Giovanni Giglia, 58 anni; Giuseppe Butticè, 57 anni; Alessandro Chianetta, 37 anni, tutti di Favara, responsabili con diversi ruoli della Omnia.

I giudici del tribunale della libertà di Palermo, in accoglimento dei ricorsi degli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri, nei giorni scorsi hanno revocato l'obbligo di firma per Morgante, Giglia, Nobile e Butticè. Al tempo stesso i giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno rigettato l'istanza di dissequestro dei beni - conti correnti, case e terreni - requisiti il giorno dell'operazione.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La truffa dell'accoglienza, il ragioniere della Omnia Academy chiede la revoca della misura

AgrigentoNotizie è in caricamento