Cronaca

La Corte d'appello rigetta l'istanza: Francesco Ribisi resta in carcere

Secondo la difesa i termini di custodia cautelare erano scaduti da quasi tre mesi. Per i giudici, il calcolo va fatto, invece, facendo riferimento ad un'altra normativa e non scadranno prima del 14 febbraio del 2019

Francesco Ribisi

Francesco Ribisi, 34 anni, condannato nell'operazione "Nuova Cupola" - con l'accusa di essere stato il nuovo numero due di Cosa Nostra Agrigentina - resta in carcere ed al regime del "41 bis". Lo hanno deciso i giudici della terza sezione della Corte d'appello di Palermo, presieduta da Fabio Marino, che hanno rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa di Ribisi. 

Secondo la difesa i termini di custodia cautelare erano scaduti da quasi tre mesi. Per i giudici della Corte di appello di Palermo, che hanno, appunto, rigettato la richiesta di scarcerazione, il calcolo va fatto, invece, facendo riferimento a tutt’altra normativa e non scadranno prima del 14 febbraio del 2019.

La richiesta difensiva degli avvocati Daniela Posante e Valerio Vianello Accorretti scaturiva dalla sentenza della Cassazione che ha disposto l’annullamento con rinvio della sua condanna ponendo, però, dei paletti che rendevano definitiva la pena. Il codice prevede che fra la sentenza di primo grado e quella di appello un imputato non possa restare in carcere oltre i diciotto mesi.

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