Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

L'inchiesta sul crac Pelonero, no al dissequestro di un'azienda

La difesa chiedeva alla Corte di Cassazione la restituzione di una società del gruppo che, invece, secondo i giudici stava per essere svuotata

Ricorso inammissibile: la società "Natalemania e giocattolimania", sequestrata nell'ambito dell'inchiesta sul crack Pelonero, non sarà restituita ai titolari. 

La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento del tribunale del riesame di Agrigento secondo cui l'azienda "sebbene ancora in attivo, ha già i segni di un probabile tracollo". I giudici, in sostanza, hanno ritenuto che la società stesse per fare la fine delle altre, ovvero venire svuotata per sottrarre risorse a creditori ed erario.

Con la "Natalemania e giocattolimania" i componenti del gruppo gestivano un punto vendita di Favara. La Suprema Corte, pronunciandosi sulla richiesta dell'avvocato Daniela Posante, difensore di una delle indagate - Fabiana Sferrazza, 26 anni - ha ritenuto che, nonostante l'annullamento definitivo delle dieci ordinanze che imponevano gli arresti domiciliari a nove componenti della famiglia Sferrazza - fra cui la ragazza titolare delle quote e la commercialista del gruppo - vi siano ancora esigenze cautelari che stanno alla base del sequestro di quote sociali, beni aziendali, merci e rapporti finanziari. 

"A fronte, infatti, di 727mila euro di ricavi, le rimanenze esposte nell'ultimo bilancio ammontano a 146.784 ovvero una minima frazione delle entrate, con tutta probabilità già distratte". Così i giudici del tribunale del riesame di Agrigento, presieduto da Alfonso Malato, avevano confermato la decisione del gip Luisa Turco che aveva detto no al dissequestro della società del gruppo.

Un altro segnale del presunto fallimento pilotato - con lo svuotamento di beni e risorse da sottrarre a creditori ed erario - secondo i giudici arriverebbe dalla fuoriuscita di una socia dopo appena quattro mesi dalla costituzione della società. "Ciò consente di ritenere - scriveva il giudice Alessandro Quattrocchi, estensore del provvedimento adesso reso definitivo dalla Cassazione - che la società sia ispirata agli stilemi operativi delle altre". 

Conclusa la fase cautelare con tutte le decisioni legate agli arresti e ai sequestri, l'inchiesta sembra matura per approdare in aula per il processo.

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