Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

La bancarotta del gruppo Pelonero, fissate tutte le udienze in Cassazione: i pm chiedono 10 arresti

La Procura torna a sollecitare i domiciliari per i componenti della famiglia che gestiva le aziende e la commercialista

Il 25 gennaio sarà discussa la prima posizione, il 5 febbraio le altre nove. L'inchiesta "Malebranche", che avrebbe fatto luce sul crack milionario del gruppo Pelonero, approda davanti alla Corte di Cassazione dove potrebbe arrivare il verdetto definitivo sul piano cautelare ovvero sugli arresti degli indagati.

I pubblici ministeri Alessandra Russo e Paola Vetro, dopo l'annullamento delle ordinanze da parte del tribunale del riesame, che ha rimesso tutti in libertà, insistono e tornano a chiedere che venga ripristinato il provvedimento restrittivo.

L'ordinanza cautelare, firmata dal gip Luisa Turco ed eseguita dalla Guardia di Finanza il 30 luglio, ha chiuso il cerchio di un'indagine lunga cinque anni e coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio. Il sistema ipotizzato dagli inquirenti è quello classico che emerge nei casi di bancarotta: i componenti della famiglia Sferrazza con il supporto della loro commercialista avrebbero creato delle società - operanti perlopiù nel settore della vendita di casalinghi, giocattoli o articoli per la casa - con l'obiettivo di portarle al fallimento pilotato, facendo sparire i fondi che venivano sottratti a fisco e fornitori.

Ai domiciliari erano finiti Gaetano Sferrazza, 78 anni; i figli Gioachino, 54 anni con la moglie Maria Teresa Cani, 54 anni e i figli Gaetano e Fabiana, 29 e 26 anni; Diego, 51 anni con la moglie Giovanna Lalicata, 51 anni e i figli Clelia e Gaetano, 23 e 28 anni e la commercialista Graziella Falzone, 53 anni: quest'ultima avrebbe indicato agli Sferrazza, che gestivano il gruppo di aziende, le soluzioni tecniche da adottare per "svuotarle". Il tribunale del riesame, al quale si sono rivolti i difensori (gli avvocati Daniela Posante, Antonella Arcieri, Giovanni Castronovo, Chiara Proietto, Santo Lucia, Salvatore Falzone e Giacinto Paci), ha annullato l'ordinanza ritenendo insussistente l'accusa di associazione a delinquere senza entrare nel merito dei fatti di bancarotta, ritenuti troppo datati per ritenere attuali le esigenze cautelari e, quindi, giustificare gli arresti. I pm, adesso, chiedono di annullare quelle ordinanze e ripristinare le misure cautelari.

Le prime udienze erano state fissate per il 17 dicembre, quando avrebbero dovuto essere discusse - alla Suprema Corte - le posizioni di Clelia Sferrazza e della zia Maria Teresa Cani. Gli uffici, però, hanno azzerato le precedenti udienze disponendo l'assegnazione a una nuova sezione. Il 25 gennaio sarà trattata la sola posizione di Diego Sferrazza, il 5 febbraio tutte le altre.

Le aziende del gruppo, al momento, sono tutte gestite dagli amministratori giudiziari e restano sotto sequestro. 

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