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Operazione Demetra

"Aziende fantasma per truffare l'Inail con i finti infortuni": al via il processo di appello per 17 imputati

La pena più alta - 7 anni di reclusione - in primo grado è stata decisa per l'ex consigliere provinciale e assicuratore Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 6 anni e 10 mesi al consulente del lavoro Giorgio Lo Presti. Il decorso del tempo ha spazzato via la maggior parte delle accuse tanto che 35 imputati ne sono usciti indenni grazie alla prescrizione

Il 29 giugno davanti ai giudici della seconda sezione penale della Corte di appello: riparte il processo per i 17 imputati condannati in primo grado nell'ambito dell'operazione Demetra su un giro di presunte truffe ai danni dell'Inail con gli imputati che avrebbero messo in piedi false aziende con finti posti di lavoro che servivano per ottenere indennizzi reali per infortuni simulati. Per altri 35 imputati il decorso del tempo è arrivato in soccorso facendo prescrivere tutti i reati.

L'operazione dei carabinieri è scattata il 28 giugno del 2013. In carcere, allora, erano finiti il consulente del lavoro Giorgio Lo Presti, 67 anni, di Porto Empedocle, e l’assicuratore Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 57 anni, di Raffadali, ex consigliere provinciale. Arresti domiciliari per Salvatore Borsellino, 40 anni e Giuseppe Gangarossa, 45 anni, ritenuti componenti della banda, per il medico dell’Inail Salvatore Conti, 64 anni, di Agrigento; e Salvatore Russo, 44 anni, radiologo di Aragona.

La pena più alta - 7 anni di reclusione - è stata inflitta a Terrazzino: 6 anni e 10 mesi a Lo Presti; 6 anni e 8 mesi a Conti; 5 anni e 6 mesi a Russo; 3 anni e 10 mesi a un altro presunto componente della banda di truffatori ovvero Fabrizio Santamaria, 39 anni, di Siculiana, accusato di avere fatto da prestanome nella creazione di un'azienda; 3 anni e 6 mesi a Giuseppe Gangarossa, 46 anni, di Porto Empedocle, accusato di avere gestito alcune aziende "fantasma"; 3 anni a Salvatore Tortorici, 33 anni, di Porto Empedocle, anche lui accusato di essere un prestanome della banda. 

E poi ancora: 3 anni e 8 mesi a Giacomo Giuca, 31 anni, di Porto Empedocle, definito dagli inquirenti un'altra "testa di legno consapevole" delle tante finte imprese create dal nulla per alimentare la truffa; 1 anno e 8 mesi a Carmelo Colombo, 46 anni, di Porto Empedocle, presunto "falso" dipendente di un'azienda; stessa pena per Giovanni Salemi, 42 anni, di Porto Empedocle, altro imputato al quale si contesta di essersi prestato a fare da falso dipendente. 

Un anno e 6 mesi di reclusione ad altri sette imputati: Jessica Giglio, Ruben Angelo Arrigo, Michele Baldarelli, Aymen Merdassi, Francesco Di Grado, Cristian Giardino ed Ernesto Lo Presti; tutti presunti falsi dipendenti. 

Tutto sarebbe ruotato attorno ad alcune aziende fantasma (la più grossa sarebbe stata la “Demetra”, riconducibile a Lo Presti) attraverso le quali, sostiene l'accusa, si mettevano in piedi rapporti di lavoro fittizi che servivano poi per ottenere consistenti indennità di disoccupazione oppure indennizzi da infortuni che venivano simulati con la compiacenza di medici. Nella lista degli indagati inizialmente c’erano 86 persone. 

I soli condannati in primo grado hanno impugnato il verdetto.

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