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Cronaca

La maxi truffa con aziende fantasma e infortuni inesistenti: chieste 18 condanne

Il pm propone pene comprese fra i 4 e i 12 anni di reclusione per gli imputati dell'inchiesta Demetra che avrebbe svelato un raggiro colossale ai danni di Inps e Inail con la compiacenza di medici. Per 34 è scattata la prescrizione

False aziende con finti posti di lavoro che servivano per ottenere indennizzi reali per infortuni simulati: secondo il pubblico ministero Gloria Andreoli 18 dei 53 imputati devono essere condannati: le pene richieste sono comprese fra i 4 e i 12 anni di reclusione.

Il processo scaturito dall’inchiesta "Demetra", che ipotizza una colossale truffa ai danni di Inps e Inail, è arrivato agli sgoccioli a distanza di 8 anni dall'operazione dei carabinieri, scattata il 28 giugno del 2013.

In carcere erano finiti l’imprenditore Giorgio Lo Presti, 67 anni, di Porto Empedocle, e l’assicuratore Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 57 anni, di Raffadali, ex consigliere provinciale. Arresti domiciliari per gli empedoclini Salvatore Borsellino, 40 anni; e Giuseppe Gangarossa, 45 anni, ritenuti componenti della banda, per il medico dell’Inail Salvatore Conti, 64 anni, di Agrigento; e Salvatore Russo, 44 anni, radiologo di Aragona.

Tutto sarebbe ruotato attorno ad alcune aziende fantasma (la più grossa sarebbe stata la “Demetra”, riconducibile a Lo Presti) attraverso le quali, sostiene l'accusa, si mettevano in piedi rapporti di lavoro fittizi che servivano poi per ottenere consistenti indennità di disoccupazione oppure indennizzi da infortuni che venivano simulati con la compiacenza di medici. Nella lista degli indagati inizialmente c’erano 86 persone. 

La pena più alta - 12 anni di reclusione - è stata proposta per Terrazzino, Conti e Lo Presti. Queste le altre richieste: Fabrizio Santamaria (9 anni); Giorgio Lo Presti (12 anni); Salvatore Tortorici (8 anni e 8 mesi); Giacomo Giuca (8 anni e 10 mesi); Ernesto Lo Presti (4 anni); Francesco Ceraulo (4 anni); Carmelo Colombo (4 anni); Giuseppe Gangarossa (8 anni e 8 mesi); Giovanni Salemi (5 anni e 4 mesi); Jessica Giglio (4 anni) ; Cristian Giardino (4 anni) ; Francesco Di Grado (4 anni); Salvatore Russo (11 anni e 6 mesi) ; Salvatore Conti (12 anni) ; Aymen Merdassi (4 anni); Ruben Angelo Arrigo (4 anni); Michele Baldarelli (4 anni).

Chiesto, inoltre, il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di 34 persone: Francesco Di Stefano, Leonardo Diana, Giuseppe Valenti, Antonio Volpe, Gerlando Salemi, Fabio Sorrentino, Maurizio Sorrentino, Francesco Sacco, Salvatore Lo Vetro, Francesco Agnello, Giovanni Trupia, Michele Trupia, Calogero Sammartino, Calogero Seddio, Elia Adriani, Calogero Adriani, Domenico Cimino, Calogero Donato, Salvatore Donato, Angelo Gangarossa, Giuseppe Lombardo, Mario Lombardo, Calogero Lombardo, Emanuele Lombardo, Giacomo Lombardo, Gioacchino Barrale, Alfonso Cumella, Salvatore Mazza, Alessandro Termini, Gerardo De Rosa, Giovanna Frenna, Khemaies Balghaj, Laida Mohamed Ben Ali e Gerlando Sanfilippo.

Il 10 febbraio si torna in aula per l'inizio delle arringhe dei difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Giuseppe Barba, Giuseppe Scozzari, Luigi Troja, Giuseppe Montana, Antonino Gaziano, Rosa Salvago, Daniele Re e Fabio Inglima Modica) che impegneranno diverse udienze. I primi a illustrare le loro conclusioni saranno i difensori degli imputati i cui reati contestati sono già prescritti.

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