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foto d'archivio

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Operazione "Caronte", chiesto l'incidente probatorio con un nuovo teste

Due gli agrigentini coinvolti nella vicenda portata alla luce dalla Procura di Marsala: avrebbero avuto un ruolo di supporto logistico nei confronti degli scafisti

La Procura della Repubblica di Marsala non chiude l’indagine "Caronte" su presunti sbarchi clandestini, che vede indagati anche agrigentini, e chiede al Gip l’incidente probatorio per sentire un tunisino, arrestato successivamente, che farebbe dichiarazioni anche sui fatti che riguardano l’indagine svolta dai carabinieri della compagnia di Sciacca.

Lo riporta il Giornale di Sicilia in edicola oggi. L’ultima proroga d’indagine scadrà il 28 febbraio. La porzione agrigentina delle indagini coinvolge Salvatore Calcara, di 46 anni, di Sambuca di Sicilia. Indagato anche Marco Bucalo, di 31 anni, di Menfi. Gli agrigentini secondo l’ipotesi avanzata dalla Procura avrebbero offerto un supporto logistico ai tunisini impegnati nel sistema di trasporto di immigrati attraverso l'uso di potenti motoscafi.

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