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"Operazione Bazar", chiesta la scarcerazione per un 60enne di Ribera

A Fallea viene contestato di essersi impossessato di un’auto di proprietà del 36enne, Giuseppe Fortino

Mancano gravi indizi di colpevolezza. I legali di Giuseppe Fallea chiedono l’annullamento dell’ordinanza che ha disposto gli arresti domiciliari del 60enne riberese, coinvolto nell’operazione “Bazar”. Il suo legale, Ninni Giardina, ha discusso davanti ai giudici del tribunale del Riesame.

Fallea è l’unico al quale non vengono contestati i fatti di droga.  L’uomo, però, è indagato per estorsione. Al 60enne riberese gli viene contestato di essersi impossessato di un’auto di proprietà del 36enne, Giuseppe Fortino. Fallea avrebbe minacciato di non restituire la macchina in mancanza del pagamento del debito. Il riberese - secondo quanto ha ricostruito l’accusa - avrebbe costretto Fortino a consegnargli una somma di denaro. Durante l’interrogatorio di garanzia il riberese ha respinto tutte le accuse mosse a suo carico. Nella giornata di domani verranno discusse le posizioni degli altri indagati, ovvero: Calogero Bellanca, Mohamed Salem Hay Ahmed. Discuterà al Riesame anche l’avvocato Giuseppe Tramuta, legale del 19enne Yassin e del tunisino Hadj. Entrambi sono sottoposti a obbligo di dimora a Ribera. Tra gli indagati anche Giuseppe Fortino. Tutti gli indagati, fatta eccezione di Fallea, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Le indagin sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di  Sciacca. I fatti risalgono al 2019.

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