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Gli arrestati

Gli arrestati

L'ascesa del clan gelese Rinzivillo, scatta il blitz "Exitus" con 4 arresti: c'è anche un licatese

Fra i destinatari delle misure, che sono state eseguite dalla Squadra Mobile, anche un avvocato e un imprenditore attivo nel commercio delle carni

C'è anche un imprenditore, in pensione, di Licata: Giuseppe Incorvaia di 73 anni fra i quattro destinatari delle ordinanze, emesse dal Gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, che sono state notificate oggi dalla Squadra Mobile di Caltanissetta. L'operazione antimafia è stata denominata "Exitus".

Inchiesta antimafia "Exitus", intercettazioni e riprese della Squadra Mobile

In carcere sono finiti, secondo quanto rende noto la Questura Nissena, Grazio Ferrara, 39 anni, avvocato del foro di Gela; Benedetto Rinzivillo, inteso “Peppe ucurtu”, 55 anni, imprenditore gelese attivo nel commercio delle carni; l'imprenditore licatese Giovanni Incorvaia ed Emanuele Zuppardo Emanuele, 62 anni, domiciliato a Parma, in atto sottoposto alla libertà vigilata. Tutti sono accusati di associazione mafiosa, aggravata dall’essere armata per avere fatto parte di Cosa Nostra- clan Rinzivillo.

"L’attività investigativa, che si è conclusa con gli arresti di oggi, costituisce una costola dell’operazione “Extra fines” che portò all’arresto, il 4 ottobre 2017, di 37 affiliati al clan-Rinzivillo: essa fece luce - ricostruisce sempre la Questura di Caltanissetta - sull’ascesa, nella famiglia di Cosa Nostra gelese, di Salvatore Rinzivillo il quale, approfittando della carcerazione dei suoi fratelli Antonio e Crocifisso e dell’assenza sul territorio di uomini in grado di contrastarne il carisma, riorganizzò il clan facendo leva sia su figure tradizionalmente appartenenti ad esso sia su figure nuove ed emergenti che si erano messe a sua disposizione per assicurare il mantenimento in vita del clan".

"Giuseppe Incorvaia, imprenditore licatese di cosmetici e profumi, si metteva a disposizione - scrive la Questura di Caltanissetta - del capo clan Salvatore Rinzivillo che, dal carcere, faceva pervenire ad Incorvaia precisi ordini tramite Grazio Ferrara. Inoltre, Incorvaia - prosegue la ricostruzione ufficiale - favoriva il boss gelese fornendogli il suo contributo per l’attivazione di attività economiche funzionali all’investimento e riciclaggio di illeciti proventi, avvalendosi della figura dell’avvocato Ferrara".

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