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Maxi operazione antimafia nel Nisseno, coinvolti anche 3 agrigentini

I tre sono indagati per l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Due sono stati posti ai domiciliari, per uno è scattato l'obbligo di presentazione alla poliza giudiziaria

Due sono finiti agli arresti domiciliari e per uno è stato disposto l'obbligo di presentazione alla Pg. Anche tre agrigentini sono rimasti coinvolti nella maxi operazione dei carabinieri del Ros che hanno fatto scattare ben 17 provvedimenti cautelari per associazione di stampo mafioso, omicidio, estorsione e traffico di stupefacenti.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno permesso di ricostruire le dinamiche interne al  mandamento di Mussomeli, facendo luce anche sull'omicidio di Gaetano Falcone, avvenuto a Montedoro il 13 giugno 1998. Gli investigatori  hanno documentato inoltre la pressione estorsiva sul territorio ai danni di imprenditori e commercianti e un fiorente traffico di sostanze stupefacenti approvvigionate nel capoluogo regionale.

Gli agrigentini finiti ai domiciliari sono: Domenico Avarello, 38 anni di Canicattì, e Antonino Lattuca, 37 anni di Agrigento. Entrambi sono indagati per l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, invece, per Domenico Mangiapane, 39 anni di Cammarata, indagato per l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.  

L'ordinanza cautelare – 9 provvedimenti di custoria in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria – colpisce gli appartenenti alle famiglie mafiose ricadenti nel mandamento di Mussomeli che è composto dalle famiglie di Campofranco, Montedoro, Serradifalco, Sutera, Bompensiere.

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