Cronaca

"Tangenti per non denunciare furti di corrente elettrica", il pm produce nuovi atti di indagine

La difesa chiede un termine per visionare la documentazione, il processo scaturito dall'inchiesta "Alta tensione" arrivato al giro di boa

foto archivio

Il pubblico ministero Chiara Bisso chiede di produrre una dettagliata documentazione relativa all'attività investigativa relativa ai singoli imputati. I difensori chiedono un termine per visionarla ed esprimere un parere.

Alla prossima udienza, fissata per il 19 luglio, i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, decideranno sul punto. Previsti, inoltre, gli interrogatori di alcuni imputati che vorranno farsi sentire e fornire la loro versione dei fatti.

Il processo, a carico di venti persone, è quello su un presunto giro di furti di corrente elettrica e tangenti scoperti nell'ambito dell'inchiesta “Alta tensione”. I principali imputati sono Giovanni Trupiano, 64 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, 67 anni di Naro, ispettori dell'Enel, accusati di avere agevolato e, persino, organizzato i furti di corrente in cambio di tangenti.

Luigia Vinci, 59 anni, di Canicattì, avrebbe invece fatto da intermediaria e procacciatrice di nuovi clienti per i due verificatori. Nella lista degli imputati, ai quali si contestano anche il furto, la truffa e la corruzione, commercianti, esercenti e professionisti. Sono: Gioachino Cuscio, Giuseppe Modica,  Simone Modica, Giuseppe Contino, Maria Santa Rallo, Salvatore Domenico Siracusa, Tommaso Cortelli, Massimo Cortelli, Vincenzo Cortelli, Calogero Schembri, Anna Maria Farruggio, Pietro Failla, Diego Favata, di Canicattì; Angelo Gioacchino Sanfilippo, Giuseppe Antonio La Mendola, Vincenzo Palumbo e Calogero Ciulla, di Santa Elisabetta. 

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