Martedì, 16 Luglio 2024
Operazione Alcatraz

"Droga e cellulari in carcere fatti entrare con i droni": chiusa la maxi inchiesta, due agrigentini verso il processo

James Burgio e Gerlando Spampinato sono accusati di avere fatto arrivare una grossa partita di stupefacenti all'interno del penitenziario dove erano detenuti: il giro sarebbe stato messo in piedi grazie alla complicità di un agente della polizia penitenziaria

La procura della Repubblica di Trapani chiude l'inchiesta sul presunto giro di droga e telefonini che sarebbe stato allestito all'interno del carcere. Due agrigentini rischiano il processo.

Droga e telefonini in carcere fatti entrare con i droni: 24 misure cautelari, anche a Porto Empedocle 

Si tratta di James Burgio, 31 anni, di Porto Empedocle e Gerlando Spampinato, 53 anni, di Agrigento. I carabinieri del comando provinciale di Trapani e il nucleo Investigativo della polizia Penitenziaria, il 13 aprile, hanno eseguito 24 misure cautelari. L'arresto dei due agrigentini è stato poi annullato dal tribunale del riesame.

Operazione "Alcatraz", il gip: "Grande capacità di Burgio di procurarsi cellulari e droga grazie a Spampinato"

Ai due indagati, in particolare, viene contestato di avere fatto entrare, per procedere poi allo spaccio fra i vari detenuti, una grossa partita di droga. 

Come nasce l'inchiesta 

Nel mese di ottobre 2019, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, "è stata chiesta all'Autorità giudiziaria l’attivazione di una serie di servizi tecnici di intercettazione nei confronti di alcuni soggetti appartenenti alla polizia Penitenziaria in servizio alla casa circondariale di Trapani". Lo spunto investigativo proveniente da attività d’indagine della Squadra Mobile di Messina e dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Palermo, nonché dalle dichiarazioni di Emanuele Puzzanghera - ricostruisce, nelle pagine dell'ordinanza di custodia cauteare, il gip -, soggetto all’epoca ristretto al Penitenziario di San Giuliano. Un detenuto che ha delineato un quadro in cui carcerati semiliberi e fruitori di permessi, utilizzando come base d’appoggio due attività commerciali nei pressi del carcere, e con la collaborazione di personale di polizia Penitenziaria, avrebbero avuto la possibilità di portare all’interno dell’Istituto sostanze stupefacenti e cellulari. 

Con l'avviso di fine inchiesta, che ha 32 destinatari, firmato dal pm Sara Morri, i difensori (Burgio e Spampinato hanno nominato quali legali di fiducia gli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Collura) avranni venti giorni di tempo per articolare la prima strategia processuale attraverso la produzione di memorie, scritti difensivi o chiedendo un interrogatorio dei propri assistiti. 

Il passaggio successivo potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio. 

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