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Operai folgorati mentre installavano pannelli fotovoltaici, cinque condanne

Pene comprese fra i sei e i sedici mesi per i responsabili delle imprese che avevano commissionato i lavori

Tutti condannati: secondo il giudice monocratico Maria Alessandra Tedde i cinque imputati, sebbene le pene siano ampiamente ridotte rispetto a quelle chieste dal pubblico ministero Alfonsa Fiore, sono responsabili dell'incidente sul lavoro in cui rimasero gravemente feriti tre operai raggiunti da alcune scariche elettriche mentre montavano dei pannelli fotovoltaici. Si tratta di Domenico Conigliaro, 41 anni, di Porto Empedocle, titolare della ditta “Flex Trust”, esecutrice dei lavori; Lillo Scrofani, 47 anni, di Palma, coordinatore per l’esecuzione dei lavori; Rosario Zarbo, 56 anni, di Palma, amministratore unico della ditta “Agricola Zarbo” che commissionò i lavori; Pietro Zarbo, 45 anni, di Palma, direttore tecnico della “Flex Trust” e Salvatore Provenzani, 40 anni, di Palma, capo cantiere della società esecutrice dei lavori e a sua volta vittima dell’incidente: per questo ha assunto la doppia veste di imputato e parte civile.

Il giudice ha inflitto sei mesi di reclusione a Provenzani, un anno e quattro mesi agli altri quattro imputati. L’episodio al centro del processo risale al 6 maggio del 2011. Tre operai alle dipendenza della Flex Trust stavano realizzando un impianto fotovoltaico su terreni della ditta “Agricola Zarbo” a Palma. Durante le operazioni di collocazione delle strutture metalliche sulle quali dovevano poggiare i pannelli sono rimasti folgorati da forti scariche elettriche.

I tre feriti hanno riportato gravi ustioni; a uno di loro sono state amputate due dita di un piede. L’incidente sarebbe avvenuto per la presenza ravvicinata di alcuni tralicci elettrici che avrebbero provocato le scariche. 

Il pm aveva chiesto la condanna a due anni per Provenzani, a tre anni per gli altri. Il giudice ha stabilito anche che l'assicurazione Unipolsai dovrà pagare un milione di euro all'Inail mentre la società "Agricola Zarbo", indicata come "responsabile amministrativa del reato", è stata condannata a 300 mila euro di multa. Gli imputati, ai quali si contestava oltre alle lesioni colpose gravi anche diverse violazioni del testo unico in materia di sicurezza sul lavoro, erano difesi dagli avvocati Salvatore Pennica, Antonio Provenzani, Giovanni Vinciguerra e Francesco Scopelliti che hanno illustrato le loro arringhe per tre udienze. 

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