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L'ospedale di Agrigento

L'ospedale di Agrigento

Omissione d'atti d'ufficio, il gip archivia procedimento a carico di Seminerio

Il direttore sanitario dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento era stato accusato di non avere predisposto gli atti e le attività propedeutiche tese ad evitare il contagio da malattie infettive

 

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, ha archiviato il procedimento penale a carico di Antonello Seminerio, direttore sanitario dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento, difeso dall'avvocato Arnaldo Faro. Il medico, alto dirigente del presidio ospedaliero, era stato accusato da una dipendente ostetrica, in pensione dal 2008, di omissione di atti d'ufficio, per non avere predisposto gli atti e le attività propedeutiche tese ad evitare il contagio da malattie infettive; e del delitto di  lesioni colpose. La stessa ostetrica, nella propria denunzia,  aveva lamentato, infatti, di avere contratto, nel luogo di lavoro, una malattia  infettiva e contagiosa e di averla successivamente trasmessa  ad una propria congiunta.
 
Nel corso del procedimento  è stato escluso dalla apposita consulenza tecnica a firma del professor Bruno Cacopardo, docente di malattie infettive presso l’Università di Catania, che  il reparto cui la dipendente era addetta fosse tra quelli ad alto rischio infettivo ed ha escluso per conseguenza, in termini di probabilità, che la patologia  della dipendente potesse essere stata contratta nel luogo di lavoro, cioè il reparto  di ostetricia e ginecologia  del nosocomio agrigentino.
 
Il giudice ha accolto la tesi difensiva dell'avvocato Arnaldo Faro, difensore di Antonello Seminerio, secondo cui anche a volere considerare astrattamente lo stesso Seminerio (nel tempo  in cui prestò servizio la dipendente) quale titolare della posizione di garanzia per la tutela del rischio salute  dei dipendenti, la competenza a predisporre i controlli medici dei lavoratori esposti a rischio in realtà era del medico appositamente delegato ed incaricato sulla base del documento di valutazione dei rischi; tale documento viene predisposto dal datore di lavoro, che ne cura l’applicazione e l’attuazione, da individuarsi, nella ipotesi considerata nella persona del direttore generale dell’allora Asl e non in Antonello Seminerio. Da qui l’archiviazione del procedimento.
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