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Il tribunale di Agrigento

Il tribunale di Agrigento

"Non si rifiutò di restituire gli atti al giudice", chiesta assoluzione per medico legale

Per circa un anno avrebbe omesso di rispondere alle diffide del magistrato che gli aveva affidato l'incarico, non portandolo a termine

Il giudice gli assegna un incarico di consulenza, non lo adempie e non restituisce gli atti nonostante i ripetuti solleciti. Il magistrato che lo aveva nominato lo denuncia per rifiuto di atti di ufficio ma il pubblico ministero, al termine del dibattimento, illustrando la sua requisitoria chiede l'assoluzione.

"Non si configura il reato - ha detto il pm Paola Vetro - perchè le precedenti comunicazioni avevano carattere di diffida, soltanto con l'ultima gli si chiede la restituzione del fascicolo e, in effetti, adempie a distanza di circa tre settimane inviando il plico".

Sul banco degli imputati, davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato, con a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino, siede il medico legale Manfredi Rubino, 49 anni. Il professionista, difeso dall'avvocato Riccardo Gueli che si è associato alla richiesta assolutoria del pm, il 24 gennaio del 2017, era stato incaricato dal giudice della sezione civile del tribunale di Agrigento, Silvia Capitano, di eseguire una consulenza tecnica di ufficio nell'ambito di un procedimento che era stato iscritto a ruolo due anni prima su una richiesta risarcitoria legata a una presunta colpa medica.

Il medico legale, però, non avrebbe dato seguito all'incarico fino a quando il magistrato che gli aveva assegnato la consulenza non decise di inviare una serie di solleciti formali finalizzati a ottenere la restituzione degli atti per assegnare l'incarico a un altro medico legale visto che il procedimento era rimasto bloccato.

Rubino, quindi, secondo quanto ipotizzato in un primo momento dalla Procura che ha redatto il capo di imputazione e chiesto - ottenendolo - il rinvio a giudizio, si sarebbe rifiutato di dare seguito a ben cinque solleciti per quasi un anno intero. In particolare il 28 marzo, il 4 aprile, il 3 ottobre e il 12 dicembre del 2017 e il 9 gennaio del 2018.

Documentazione che, infine, è stata restituita il 31 gennaio. "Solo con l'ultima comunicazione - ha sostenuto il pubblico ministero - nel corso della requisitoria, gli si chiedeva in maniera chiara di restituire la documentazione. Gli altri erano dei solleciti ad adempiere l'incarico".

I giudici, il prossimo 14 dicembre, dopo le eventuali repliche di pm e difesa, emetteranno la sentenza.

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