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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Omicron continua a diffondersi ma sono pochi i ricoveri, Zappia: "Riorganizzeremo la sanità"

Tanti casi (oltre 10mila quelli oggi in cura) ma si svuotano le terapie intensive e non solo: si volta pagina?

"E' finito per decreto il Covid in Italia, ma come sapete non credo che sia possibile sospendere una pandemia per legge. Mi affido all'intelligenza di tutti nell'applicazione delle norme per evitare di tornare a situazioni come quelle passate".

Inizia con un appello alla prudenza il punto settimanale del commissario Asp Mario Zappia di questa settimana sul fronte del monitoraggio dei contagi da Covid-19.

Un'analisi molto più "snella" di quella condotta in passato e che però evidenzia come il virus circoli ancora tra noi in modo massiccio. Sono al momento infatti oltre 10.200 le persone in cura, con però nessun ricovero in terapia intensiva. Pieni, invece, i reparti di medicina di Agirgento e Ribera (dove però i posti liberi sono 13).

"Questo perché Omicron 2 e le altre varianti - spiega Zappia - sono molto diffusive, ma comportano solo sintomi commisurabili ad un'influenza. Tra l'altro, è possibile facilmente prevenirle con misure come l'uso della mascherina soprattutto al chiuso. Questo vale principalmente per le scuole, che è il punto di contaminazione ad oggi più importante".

Ad essere "crollati" sono - e i segnali c'erano tutti nelle settimane precedenti - le vaccinazioni. Solo 2mila le dosi somministrate la scorsa settimana, tanto che l'Asp ha deciso di chiudere parte dei punti vaccinali che oggi operano su tutto il territorio provinciale. In tal senso l'Azienda ha anche deciso di mettere mano ad una riorganizzazione della medicina no Covid, per tornare a provare a dare risposte ai cittadini.

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