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Le investigazioni / Favara

L'omicidio-suicidio di Favara, i retroscena dell'inchiesta: coperta pulita e integra sul cadavere dell'anziana

La pensionata sarebbe stata uccisa - è stata già disposta l'autopsia - con un colpo di pistola alla schiena, mentre verosimilmente dormiva sul divano della cucina. Come procedura investigativa esige, è stato sottoposto all'esame dello Stub il figlio e fratello del suicida, ossia colui che ha trovato i cadaveri

La Procura - con il facente funzione Salvatore Vella e il pm Chiara Bisso – ha disposto l’autopsia che si terrà giovedì prossimo e sarà effettuata dal dottor Alberto Alongi. E’ stato invece già realizzato - come procedura investigativa esige - l’esame dello Stub al figlio e fratello che ha trovato i cadaveri di Antonia Volpe, la pensionata di 83 anni, e di Angelo Maria, l’operatore scolastico di 52 anni, che dopo aver ucciso la madre si è tolto la vita, utilizzando la stessa pistola: un revolver 357 magnum con matricola abrasa. L’inchiesta sull’omicidio-suicidio, di mercoledì sera in via Bachelet a Favara, va avanti, con i passaggi di rito per confermare quello che però sembra ormai essere chiaro per carabinieri e pm.

La tragedia di Favara, la pensionata 83enne è stata uccisa con un colpo di pistola: l'arma aveva la matricola abrasa

E con il passare delle ore emergono nuovi elementi dell’inchiesta per omicidio premeditato con conseguente suicidio. La pensionata 83enne è stata uccisa con un colpo di pistola, sparatole alla schiena mentre stava dormendo sul divano. Quando soccorritori del 118 sono giunti, raccogliendo la richiesta del figlio che ha trovato i cadaveri, l’anziana era sotto le coperte. Nessuno poteva accorgersi del fatto che le fosse stato esploso un colpo di pistola perché quelle coperte, o almeno una di quelle coperte che è risultata essere integra e pulita, erano state posizionate sull’anziana subito dopo l’omicidio. Qualcuno di coloro che si sono precipitati in via Bachelet, non appena è scattato l’allarme, pensando forse di riscaldare l’anziana ferita, le ha messo sopra un’altra coperta che non s’è sporcata di sangue. Per i sanitari del 118, che hanno constatato il doppio decesso e lasciato la casa, l’anziana era spirata per un infarto. Nessuno ha toccato la donna visto che non c’era più da effettuare nessun soccorso. Non potevano farlo – non essendoci segni di morte violenta e attenendosi a quanto detto loro dai sanitari del 118 – neanche i carabinieri. Solo quando – era già abbondantemente passata la mezzanotte – la donna doveva essere trasferita all’obitorio, nell’alzare la salma, e tirata via anche l’ultima coperta che le era stata messa sopra, è stato accertato che aveva sulla schiena un colpo d’arma da fuoco. E’ a quel punto che è stato chiamato il medico legale che ha appunto accertato la presenza di un foro di ingresso e di uscita.

Omicidio-suicidio a Favara, sequestrato l'illegale revolver 357 magnum: verrà inviato al Ris

Nel frattempo, i militari dell’Arma – che fanno gli investigatori e non i medici -, avevano verificato, attraverso il terminale, che il padre del suicida aveva, quando era in vita, una pistola legalmente detenuta. Un’arma che non è stata però mai ritrovata. E’ stata invece recuperata la 357 magnum con matricola abrasa che qualcuno, all’atto dell’ingresso nell’abitazione, prima ancora che arrivassero i carabinieri e i soccorritori del 118, aveva fatto finire, forse con un calcio involontario, sotto il letto della stanza dove è stato rinvenuto l’uomo. I carabinieri di Favara, coordinati dal comandante della compagnia di Agrigento: il maggiore Marco La Rovere, hanno fatto chiarezza su ogni aspetto dell’inchiesta. Ma gli accertamenti, che devono rispettare procedure investigative e penali, non vanno, è inevitabile che sia così, di pari passo con i tempi della stampa. Ecco perché, almeno all’inizio, c’è stato un ribalzo di notizie imprecise: le verifiche erano, allora, ancora in corso. 

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